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Yemen, allarme fame: “Lo sblocco del grano ucraino non basta”

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Se lo sblocco del grano dai porti dell’Ucraina è una buona notizia, per un paese come lo Yemen, distrutto da 7 anni di conflitto che non si ferma, il presente resta durissimo.  

Nel paese della Penisola Arabica, ridotto alla fame, le scorte di cibo basteranno solo per pochi mesi. L’aumento dei prezzi è fuori controllo. Vale per i beni alimentari in primo luogo. Lo Yemen dipende per il 42% dal grano dell’Ucraina e 19 milioni di persone stanno già rimanendo senza cibo. Si calcola che siano 7,5 milioni gli yemeniti potrebbero ritrovarsi vicini a una carestia.

Foto Oxfam

Yemen, prezzi alle stelle

A lanciare l’allarme è la ong Oxfam, di fronte a una crisi alimentare senza precedenti dall’inizio del conflitto nel 2015. Da marzo scorso i prezzi di alimenti come grano, farina, olio da cucina, uova e zucchero sono saliti in media del +30%. “Non si erano mai raggiunti questi aumenti. Forse solo durante l’embargo che l’Arabia Saudita ha imposto allo Yemenper fargli la guerra. “Mai, però, per un periodo così prolungato” osserva Francesco Petrelli, policy advisor per la sicurezza alimentare di Oxfam Italia. “Mentre silos e magazzini sono ormai quasi vuoti, le aziende importatrici non sono in grado di garantire l’acquisto dei beni alimentari di base da cui dipende la sopravvivenza di 30 milioni di yemeniti“.

Secondo Petrelli, spiega l’Agi, neppure il calo dei prezzi globali di grano e cereali potrebbe incidere sulla effettiva disponibilità di cibo a prezzi più bassi sui mercati locali. “In un paese in cui gran parte della popolazione basa la propria sopravvivenza sulla disponibilità di pane – dice – serve la piena attuazione dello sblocco dell’export di grano e cereali dall’Ucraina nel più breve tempo possibile. La comunità internazionale aumenti immediatamente gli aiuti, da cui dipende l’80% della popolazione, attualmente fermi al 27% di quanto richiesto dalle Nazioni Unite”.

Bambini a Sana’a, la capitale dello Yemen. Foto Ansa/Epa Yahya Arhab

A rischio 2 milioni di donne e bimbi

In questo contesto per mancanza di risorse il World Food Program dell’ONU ha dovuto tagliare gli aiuti alimentari a 5 milioni di persone. Cittadini dello Yemen che adesso devono sopravvivere con metà del cibo necessario a soddisfare il fabbisogno giornaliero minimo di calorie. Mentre altri 8 milioni andranno avanti con appena un quarto. La conseguenza è che centinaia di migliaia di famiglie si stanno indebitando anche solo per acquistare un po’ di cibo. La situazione più grave riguarda 4,3 milioni di sfollati interni. Si tratta di persone che per il 56% non hanno alcuna fonte di reddito. Fra essi vi sono quasi 2 milioni di donne e bambini.

L’appello di Oxfam

In questo momento è cruciale che la comunità internazionale intervenga, pagando direttamente le importazioni di grano e cereali e alleggerendo il peso del debito estero del Paese” conclude Petrelli. “Altro elemento imprescindibile è una proroga della tregua che scadrà il 2 agosto. Chiediamo con forza alle parti in conflitto di andare in questa direzione, come parte di un processo negoziale che porti a una pace duratura. La popolazione dello Yemen ha già sofferto in modo indicibile negli ultimi 7 anni e mezzo. Adesso deve potersi rialzare”.

Foto Oxfam

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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