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Elezioni, Meloni pronta per Palazzo Chigi. Grillo attacca Di Maio

La presidente di Fratelli d'Italia sogna di guidare un esecutivo di destra e avvisa Salvini e Berlusconi: "Chi vince governa"

A ‘cadavere’ del Governo Draghi ancora caldo, i partiti sono già in piena campagna per le elezioni. Giorgia Meloni chiarisce il suo programma per vincere e conquistare l’esecutivo. Diventerebbe la prima donna della storia italiana a fare la Presidente del Consiglio.

Si tratta di una possibilità concreta. Da settimane Fratelli d’Italia è il primo partito per consensi nei sondaggi. E il CentrodestraFratelli d’Italia, Forza Italia e Lega – è in testa sul Centrosinistra. Meloni, se dovesse vincere le elezioni, potrebbe diventare premier in quanto capo del partito di maggioranza relativa e più votato del Centrodestra. Naturalmente si tratta, al momento, soltanto di ipotesi. Ma che già mettono in subbuglio la coalizione di cui Silvio Berlusconi ambisce ancora a essere il leader incontrastato.

Per questo Meloni, più che scagliarsi contro gli avversari politici di sinistra, in queste prime ore di campagna per le elezioni puntualizza alcune cose a Berlusconi e Salvini. Chi prenderà più voti andrà a Palazzo Chigi, spiega in un’intervista alla Stampa. alludendo a se stessa. Lei è pronta. Il Centrodestra può vincere le elezioni, sostiene. Ogni partito ha un programma di partenza, ma è in quello comune che ci si dovrà concentrare su quello che si può fare. “A differenza della sinistra, non ci dobbiamo inventare un’identità. Le nostre proposte si conoscono, si tratta di ribadirle“.

Elezioni, la corsa è cominciata

Guardando alla elezioni, “il Centrodestra può vincere le elezioni, ma governerà in una fase complessa“. E dunque “nel programma comune – spiega – dovremmo concentrarci sulle cose che si possono fare. Meglio mettere una cosa in meno, che una in più che non si può realizzare“. Quanto alla scelta del premier, in caso di vittoria, “chi vince governa“, la chiude Meloni, “questa regola ha sempre funzionato“. “Non abbiamo nemmeno il tempo di cambiarla“. E sempre sui rapporti con gli alleati, la leader di FdI confida “che si mettano da parte i tatticismi“. Bisogna “compattarsi per battere l’avversario. L’avversario è il PD“, puntualizza.

Foto Ansa/Fabio Frustaci

Meloni: “Noi con l’Ucraina

Sulle riforme da fare in vista della nuova tranche del PNRRgarantiremo la nostra disponibilità affinché si arrivi alle scadenze in tempo utile“, assicura Meloni. “Se non otteniamo dei soldi è perché il Governo non ha lavorato bene“, aggiunge. Nessun dubbio sull’Ucraina. Sostenerla “è stata una delle decisioni più facili della mia vita“, dichiara. Sull’invio di armi dice sì: “Bisogna essere lucidi – argomenta – non possiamo pensare di essere neutrali senza conseguenze“.

Grillo e i due mandati

Dal suo blog, intanto, Beppe Grillo parla dei due mandati per le cariche nel Movimento Cinque Stelle. E osserva che “sono la luce nella tenebra, sono l’interpretazione della politica in un nuovo modo, come un servizio civile. E aggiunge: “Noi siamo questi e la legge dei due mandati deve diventare una legge di Stato. L’Italia si merita una legge sui due mandati e sui cambi di casacca“.

Luigi Di Maio e Mario Draghi. Foto Ansa/Fabio Frustaci

Elezioni, Di Maio nel mirino

Ci vuole una nuova interpretazione della politica aggiunge il garante del M5S. “Tutti questi sconvolgimenti, queste defezioni nel nostro Movimento, queste sparizioni sono provocate da questa legge (dei due mandati, n.d.r.) che è innaturale, che è contro l’animo umano. C’è gente che fa questo lavoro, entra in politica per diventare poi una ‘cartelletta’. Gigino ‘a cartelletta’ ora è di là che aspetta il momento di archiviarsi in qualche ministero della NATO. Ed ha chiamato decine e decine di cartellette che aspettano come lui di essere archiviate a loro volta in qualche ministero“. Le elezioni stanno arrivando, sebbene il Governo Draghi vada avanti per gli affari correnti: la campagna elettorale è già arroventata.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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