Instagram Coez
Quanti anni ha Coez? Risposta immediata: Coez ha 43 anni. Nato il 20 febbraio 1983 con il nome anagrafico di Silvano Albanese, è uno degli artisti più amati del panorama indie pop italiano. A 43 anni porta avanti la stessa energia creativa degli esordi, con canzoni che sono vere e proprie colonne sonore sentimentali per milioni di ascoltatori. Qui trovi tutto quello che vuoi sapere sull’età di Coez: data di nascita, segno zodiacale, origini del nome d’arte e i segreti del suo successo duraturo — tutto aggiornato a luglio 2026.
Coez ha 43 anni. È nato il 20 febbraio 1983 e ha compiuto gli anni a febbraio di quest’anno. Il suo vero nome è Silvano Albanese. Originario di Nocera Inferiore, in provincia di Salerno, si trasferisce a Roma con la famiglia all’età di tre anni: è nella capitale che cresce, si forma e costruisce la sua carriera. Nel 2027 compirà 44 anni.
Nato il 20 febbraio 1983 a Nocera Inferiore, Silvano Albanese cresce a Roma, città che plasma il suo stile e lo lancia verso il successo. Il padre abbandona la famiglia quando Silvano è ancora bambino, lasciando un segno profondo: quel dolore diventa materia prima per alcune delle sue canzoni più toccanti, tra cui la celebre E yo mamma, dedicata alla madre che lo ha cresciuto da sola. A 43 anni, l’età di Coez non si sente: la sua voce suona sempre contemporanea.
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| Nome vero | Silvano Albanese |
| Data di nascita | 20 febbraio 1983 |
| Quanti anni ha Coez | 43 anni (aggiornato a luglio 2026) |
| Luogo di nascita | Nocera Inferiore (SA) |
| Città di residenza | Roma |
| Segno zodiacale | Pesci |
| Nome d’arte | Coez (dal tag di street art) |
| Anni nel 2027 | 44 anni (dal 20 febbraio 2027) |
Nato il 20 febbraio 1983, Coez è del segno dei Pesci — e chi lo conosce attraverso la sua musica difficilmente si sorprende: sensibilità, profondità emotiva e un’innata capacità di trasformare l’esperienza vissuta in immagini poetiche sono tratti che i Pesci rivendicano volentieri. A 43 anni, Silvano Albanese si conferma uno degli artisti italiani più capaci di parlare all’inconscio collettivo, con testi che sembrano scritti apposta per il momento esatto in cui li ascolti.
Prima della musica, nella vita di Silvano Albanese c’è stata la street art. Per diverso tempo si è dedicato a decorare angoli e vie di Roma con disegni e graffiti, firmandosi con il tag Coez: è da lì che nasce il nome d’arte che oggi tutti conoscono. A un certo punto capisce che una scritta può essere coperta da un altro writer, mentre una canzone rimane impressa nel tempo. Inizia così il percorso musicale, partendo dal rap per poi esplorare generi sempre più ibridi e personali, mantenendo però sempre il suo tag come firma identitaria.
A 19 anni forma il gruppo Brokenspeakers insieme a Snais degli Unabombers, Lucci e altri componenti del Circolo Vizioso: è il suo primo progetto musicale collettivo. In parallelo avvia una carriera da solista e pubblica il suo primo album, Figli di nessuno. Si fa poi conoscere nel mondo discografico con il singolo Nella casa, a cui segue l’album Non erano fiori. Esce poi il suo terzo album, preceduto dal singolo Niente che non va, frutto di un anno intero di lavoro.
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Da quel momento Coez è inarrestabile. Pubblica Faccio un casino, con cui ottiene popolarità trasversale: il brano La musica non c’è conquista la top ten delle classifiche. Seguono È sempre bello e l’album Volare. Più di recente arriva sulle piattaforme digitali e in radio Essere liberi, prodotta da Sick Luke & Sine, a conferma di una creatività che non accenna a fermarsi.
Nel 2026, a 43 anni compiuti, Coez è a tutti gli effetti uno degli artisti più solidi e rispettati della musica italiana. La sua capacità di rinnovarsi senza tradire la propria identità — quell’intreccio unico di melodia pop, radici rap e lirismo personale — lo rende ancora rilevante per le nuove generazioni di ascoltatori, oltre che per chi lo segue fin dagli esordi. Chiedersi quanti anni ha Coez è quasi un esercizio retorico quando si ascolta la sua musica: Silvano Albanese continua a parlare al presente con la stessa urgenza emotiva di sempre, dimostrando che l’anagrafe conta poco quando hai qualcosa di vero da dire.
Su Volare, Coez ha dichiarato: «Ho messo un po’ tutto quello che mi piace, in chiave mia. Salto da un sound all’altro ma mi sembra che venga fatto in modo molto coerente. […] nei singoli pezzi ci sono anche due produttori o più autori. È un lavoro molto più collettivo rispetto all’album precedente». Sul titolo spiega: «Prende il nome dall’ultimo pezzo rap che ho fatto. Quindi mi sembrava di riprendere da lì».
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Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
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