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Concerto Maneskin, allarme Covid dei Medici: “Ragazzi mettete la mascherina”

Il 9 luglio 80mila persone attese al Circo Massimo per assistere al live della band italiana più celebre a livello internazionale

L’ondata estiva di Covid, spinta dalla variante Omicron 5 potrebbe abbattersi sul mega live dei Maneskin al Circo Massimo di Roma. Sono attese 80mila persone e sale la paura dei medici: “Indossate la mascherina FFP2.

Non possiamo certo impedire ai ragazzi di andare al concerto dei Maneskin, dopo due anni di pandemia che li ha costretti a lockdown e sacrifici” dice all’Adnkronos Salute Antonio Magi, presidente dell’Ordine dei medici di Roma e provincia. “Ma il nostro consiglio è di indossare la mascherina FFP2 che può evitare il contagio in una situazione di assembramento ad alto rischio“. Nel Lazio si sono registrati il 5 luglio ben 13.555 nuovi contagi. Nella sola Roma sono stati oltre 7mila. Si tratta dei dati giornaliero più alti dal 26 gennaio.

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Foto Ansa/Epa Ronald Wittek

I medici raccomandano dunque l’uso della mascherina FFP2 al live dei Maneskin. Utopia. Come si fa a stare con la mascherina nella calca di un concerto che durerà almeno due ore, in mezzo a 8omila fan scatenati? “Spero che i ragazzi seguano questa raccomandazione e pensino anche ai rischi che possono far correre ai genitori e ai nonni una volta che tornano a casa dopo il concerto“, aggiunge Magi. Il quale lancia un invito alle autorità competenti. “Occorre valutare rispetto ai dati epidemiologici, che ricordo ormai è chiaro che sono sottostimati“. E questo a causa del fatto che proliferano le autodiagnosi a casa. Per il presidente dell’Ordine dei medici di Roma occorre “raccomandare la mascherina al chiuso. Ha grande efficacia contro la diffusione del Covid“.

Maneskin e Omicron 5

Ma col concerto dei Maneskin se la prendono in diversi. “Con Omicron 5 che avanza, il live al Circo Massimo sarà un amplificatore di contagi, favorirà la diffusione del virus“. Lo sottolinea all’Adnkronos Salute Claudio Mastroianni, presidente della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit) e ordinario di Malattie infettive all’Università Sapienza di Roma. Sulla possibilità di rinviarlo, l’infettivologo è chiaro. “Non credo si possa fare – dice – ed è una decisione che spetta alle autorità competenti. Quello che posso consigliare è di indossare la mascherina FFP2 e di mantenere una certa distanza. Ma, soprattutto quest’ultima condizione, credo sia difficile da rispettare“.

Foto Ansa/Epa Marcel Van Hoorn

Al di là dei Maneskin e della eventuale pericolosità del loro live, il 5 luglio in Italia si sono registrati 132.274 nuovi positivi al Coronavirus. Pari al +58,3% in 7 giorni, e 94 morti. I ricoveri ospedalieri sono aumentati del +19% in una settimana: tanti gli under 18. I contagi nelle regioni? La Puglia è a +8.559 (sempre su base settimanale), la Toscana a +5.560, il Friuli a +1.921. L’ultimo report di Fiaso, la Federazione delle aziende sanitarie e ospedaliere, indica che i ricoveri di pazienti con sindromi respiratorie tipiche della malattia sono cresciuti del +24,5% in 7 giorni. Aumentano meno, ovvero del +13,7%, i ricoverati con Covid, cioè quei pazienti giunti in ospedale per curare altre patologie e risultati positivi al tampone pre-ricovero.

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Foto Ansa/Ansa Filippo Venezia

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore.

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