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Ucraina, basi russe bombardate a Melitopol

Le forze di Kiev avrebbero distrutto una delle sedi militari degli invasori che occupano la città dall'inizio della guerra

Guerra in Ucraina, le forze armate di Kiev bombardano l’aeroporto di Melitopol, città che i russi occupano da tempo. E Mosca ammette l’affondamento di una sua nave, colpita il 24 marzo da un missile ucraino.

La Russia afferma di aver recuperato la nave da sbarco Saratov. Ad affondarla sarebbe stato il suo equipaggio, “per prevenire la detonazione delle munizioni di bordo a causa dell’incendio“. Un rogo che si era propagato lo scorso marzo dopo che un missile ucraino l’aveva colpita nel porto di Berdyansk (regione di Zaporizhzhia). È la prima volta che Mosca ammette l’affondamento della Saratov. La Russia denuncia anche esplosioni a Belgorod, sul suo territorio, attribuendole a incursioni ucraine questa notte. Almeno 3 persone sono morte e altre 4 sono rimaste ferite.

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Effetti del bombardamento ucraino su Melitopol. Foto Twitter @OSINTI1

Potenti esplosioni si sono sentite invece a Melitopol, città dell’Ucraina sud-orientale occupata dall’esercito russo. Melitopol è divenuta strategica anche perché lì hanno sede le truppe degli invasori. A bombardare, questa volta, sono state le forze dell’Ucraina. Le esplosioni sono avvenute verso le 3 del mattino di oggi 3 luglio, nel perimetro dell’aeroporto. Sull’area si è alzata un’enorme colonna di fumo. Le conseguenze dell’attacco sono visibili anche a decine di chilometri. I civili non hanno potuto accedere ai rifugi antiaerei perché le forze russe glielo hanno impedito, riferiscono i media ucraini. Molti residenti starebbero tentando di lasciare la città.

Ucraina, mille città liberate

Secondo il sindaco di Melitopol, Ivan Fedorov, le forze armate ucraine hanno distrutto una delle 4 basi militari russe in città. Si prevede un grande flusso di residenti di Melitopol per l’evacuazione. “Il nostro compito è quello di aiutare ad accogliere le persone che vogliono trasferirsi a Zaporizhzhia” ha scritto Fedorov sui social. Gli invasori russi hanno occupato la città di Melitopol dalla fine di febbraio, ossia dall’inizio della guerra.

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Funerali del soldato ucraino Mykhailo Tereshchenko, ucciso in Donbass. Foto Ansa/Epa Roman Pilipey

Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha riferito che dallo scoppio della guerra, il 24 febbraio, i russi hanno colpito i territori di 10 regioni dell’Ucraina. Da allora l’esercito di Kiev ha liberato 1.027 città e villaggi. Altri 2.610 centri abitati sono ancora sotto l’occupazione russa. Molti sono distrutti e li si dovranno ricostruire, ha aggiunto Zelensky nel consueto messaggio video quotidiano.

Battaglie a Kharkiv

Feroci ostilità continuano lungo l’intera linea del fronte, nel Donbass” ha poi sottolineato il presidente dell’Ucraina. “L’epicentro è, ovviamente, nelle città della regione di Lugansk“. Zelensky ha poi sottolineato che “l’attività del nemico nella regione di Kharkiv si sta intensificando. Siamo riusciti a cacciare gli occupanti da Ivanivka, nella regione di Kherson, e continuiamo a fare pressione nel Sud del nostro paese“. Due giorni fa i russi avevano lanciato missili su Odessa, provocando numerosi morti e feriti, e, secondo gli ucraini, bombe a grappolo, proibite, su Mykolaiv.

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Un adulto e un bimbo davanti al cratere di un’esplosione provocata dai russi a Kharkiv, il 30 giugno 2022. Foto Ansa/Epa Sergey Kozlov

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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