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Hermann Hesse, dal tormento al pacifismo di Siddaharta

In occasione dell'anniversario di nascita dello scrittore tedesco un viaggio attraverso le sue opere e le sue emozioni

Hermann Hesse è uno dei pochi scrittori che, ancora in vita, fu considerato alla stregua di un guro. Una vita complicata e un convinto pacifismo sono i tratti distintivi del Premio Nobel per la Letteratura. Tra i suoi scritti più famosi, citiamo Siddharta e il Lupo nella Steppa; testi che, forse più degli altri, descrivono le note peculiari di questa singolare personalità vissuta tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento.

La vita di Hermann Hesse inizia già avvolta dai turbamenti; in quella Germania del 1877 i genitori sono pietisti e il clima religioso è oppressivo. Solo il nonno, missionario in India, sembra essere un piacevole ‘diversivo’ per il giovane Hesse. In grado di scrivere capolavori ricchi di spiritualismo e ricerca di pace interiore, Hermann sembra non comprendere, fino in fondo, la religione degli uomini.

Hermann Hesse ritratto
Ritratto di Hermann Hesse, Gaienhofen

E da questo sentimento turbato che il giovane scrittore vive un rapporto contrastante con quelle grandi Chiese per le quali prova rispetto, ma che allo sesso gli infondono timore; come sorta di simulacri di un potere umano che, per forza di cose, nascondono dolore. Ed anche per questo che, quando i genitori lo chiudono in seminario, prova prima a scappare e poi tenta il suicidio; si sente fuori dall’ordine degli uomini. È questo il tormento e lo spiritualismo che attraverseranno gran parte della sua produzione letteraria.

Il senso di inadeguatezza e il senso delle cose

Tuttavia, chi tenta di descrivere Hermann Hesse solo come un ribelle, esclude quello stato di malessere fisico e psichico che, invece, lo accompagnerà per tutta la vita. Negli giovanili non riesce a trovare il suo posto nel mondo; benché ami lavorare, non riesce a trovare un’occupazione nella quale si senta realizzato. Solo quando capisce di voler fare lo scrittore orienterà tutta la costruzione della sua vita verso questa meta che si trasformerà in filo conduttore della sua intera esistenza. Narciso e Boccadoro, Demian, Sotto la ruota, sono solo alcuni dei capolavori che accompagnano l’esistenza e insieme la carriera di Hermann Hesse; ciascuna opera è l’emblema, il ‘marchio’ potremmo dire, di quello scrittore che già i suoi contemporanei riconoscevano come guro e maestro.

Siddartha
Gandhara, Siddharta all’albero bodhi

Opere che nascondono elementi distintivi della personalità di Hermann Hesse e che, spesso, come nel caso de Il Lupo nella Steppa del 1926 si presentano come autobiografici. Proprio come lo scrittore, Harry è un uomo tormentato solitario che non riesce ad integrarsi nel mondo; ne rifiuta alcuni meccanismi, si mostra disarmato rispetto ad altri. Harry crea immedesimazione e riflessione allo stesso tempo. E forse, proprio per il suo senso di continua ‘inadeguatezza‘, questo testo ha attirato l’amore degli adolescenti del XX secolo; sono principalmente loro che si trovano, esattamente, in quell’età piena di domande nella quale capita di ripersi: “Sempre è stato così e così sarà sempre: il tempo e il mondo, il denaro e il potere apparterranno ai piccoli e ai superficiali, mentre gli altri, i veri uomini, non avranno niente. Niente all’infuori della morte“. Trovare un senso alla vita, alle cose, ai meccanismi del mondo; così come i giovani, così come Harry e così come Hermann Hesse.

Dal tormento alla pace interiore di Hermann Hesse

La vita borghese è per Hermann Hesse una sorta di costrizione; non si sente a suo agio in quell’esistenza stanziale ed è per questo che tenta il suo viaggio verso l’India. Abbondonato tutto, moglie e figli, trascorre il suo periodo orientale; una fase di cambiamento profondo nella quale nasce uno dei suoi più grandi capolavori: Siddharta. È il 1922 e Hermann Hesse affronta una sorta di viaggio interiore e spirituale che lo portano verso questa opera quasi mistica; un animo inquieto, che cerca la pace interiore e la bellezza della vita. In uno dei periodi più tormentati della sua vita, lo scrittore tedesco, quasi per paradosso, mette su carta gli aspetti più reconditi dell’essere.

Commovente, leggero, un viaggio in cui ogni pagina ha la capacità di infondere un senso di pace; quella stessa pace che Hermann Hesse cercò per tutta la sua vita. Un libro intenso in cui si affronta il rapporto con sé stessi, con la parte più profonda dell’esistenza; con quel divenire che è l’anima del “Tutto“. “E tutto insieme, tutte le voci, tutte le mete, tutti i desideri, tutti i dolori, tutta la gioia, tutto il bene e il male. Tutto insieme era il mondo, tutto insieme era il fiume del divenire, era la musica della vita“.

Una vita da saggio

La pace, la solitudine e anche la sua depressione alternante, il suo stato d’animo che, nonostante tutto, è inquieto perché ancorato alla continua ricerca del senso della vita. Ma è questa profondità che emerge e che fa di Hermann Hesse uno degli scrittori più apprezzati di tutti i tempi; a dimostrarlo anche il fatto che, nonostante durante la Seconda Guerra Mondiale il suo nome venne scritto nelle liste di proscrizione a causa del rifiuto di operare le censure richieste dal regime, nel 1946 arriva il Premio Nobel per la Letteratura. Nello stesso periodo arriva il suo libro più programmatico, Il giuoco delle perle di vetro, con il quale lo scrittore tedesco raccoglierà ancora tanta fama.

statura di Hermann Hesse
Höri Museum, statua di Hermann Hesse

Ritirato nel Canton Ticino, dove resta fino alla morte, avvenuta il 9 agosto 1962, vivrà una vita di quasi solitudine; si dedicherà alla pittura, al giardinaggio e a quella depressione che, nonostante tutto, non lo lascerà mai. Ma come un grande saggio, capace di mettere da parte i suoi tormenti, passerà gli ultimi anni della sua vita a rispondere alle lettere dei suoi lettori, per cercare di lenire i loro dubbi e i loro dolori. Continuando a ripetere un po’ agli altri e un po’ forse anche a sé stesso che: “Ciò che conta è tutto dentro di noi; da fuori nessuno ci può aiutare“.

Francesca Perrone

  • Cultura, Ambiente & Pets

    Messinese trasferita a Roma per gli studi prima in Scienze della Comunicazione Sociale presso l'Università Pontificia Salesiana, con una tesi su "Coco Chanel e la rivoluzione negli abiti femminili", poi per la specializzazione in Media, Comunicazione Digitale e Giornalismo alla Sapienza. Collabora con l'Agenzia ErregiMedia, curando rassegne stampa nel settore dei rally e dell'automobilismo. La sue passioni più grandi sono la scrittura, la moda e la cultura.
    Responsabile dei blog di VelvetMAG: VelvetPets (www.velvetpets.it) sulle curiosità del mondo animale e di BIOPIANETA (www.biopianeta.it) sui temi della tutela dell'ambiente e della sostenibilità.

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