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Antoine de Saint-Exupéry, la storia dell’aviatore de “Il Piccolo Principe”

L'autore di un libro all'apparenza per bambini ma che è in grado di insegnare qualcosa ai lettori di ogni età

Il 29 giugno del 1900 nasce a Lione, in Francia, l’autore di un dei libri più celebri in tutto il mondo: Antoine de Saint-Exupéry; il testo è Le Petit Prince (Il Piccolo Principe) un racconto all’apparenza per bambini, ma con una morale estremamente profonda da essere in grado di insegnare qualcosa anche ai lettori più adulti.

In tanti affermano con certezza che dietro all’aviatore protagonista de Il Piccolo Principe ci sia proprio lo stesso autore del testo; e che questo racconto così intenso, che affronta temi quale: l’amore, l’amicizia e la morte, sia in realtà una sorta di autobiografia di Antoine de Saint-Exupéry.

Le Petit Prince Antoine de Saint Exupéry

Intimo e allo stesso tempo ecclettico, capace di volare in alta quota e contemporaneamente di toccare le corde più profonde dell’anima con le sue parole. Intimo e delicato come quel ‘Piccolo Principe‘ innamorato della sua ‘Rosa‘; toccante e malinconico come quella volpe che, per amore, si lascia addomesticare.

Antoine de Saint-Exupéry ‘nascosto’ tra i suoi scritti

Che tra gli scritti di Antoine de Saint-Exupéry ci sia nascosto sempre un ‘pezzetto’ della sua anima sembra impossibile negarlo; lo dimostrano le centinaia di lettere che compongono l’epistolario dedicato alla sua musa la sua personale ‘Rosa‘: la moglie Consuelo Suncín Sandoval. Ricche di amore, passione e sentimenti struggenti le missive rappresentano, come i testi scritti dallo scrittore-aviatore francese, il mondo di Saint-Expéry. “Tornerò” scriveva lui e lei gli rispondeva: “Ti amo e amo il mondo dei nostri sogni, amo il mondo del piccolo principe, ci vado a passeggio“; quasi a rimarcare come quel mondo fatto di metafore della vita, incantato quasi, in bilico tra reale e sogno sia, tuttavia, l’unico e ‘concreto’ mondo di questo scrittore così singolare.

Antoine de Saint-Exupéry

La vita di Antoine De Saint-Exupéry sembra diramarsi attraverso due grandi passioni: l’arte e l’aviazione; nato da una famiglia aristocratica perde il padre all’età di quattro anni e sarà cresciuto dalla mamma, la pittrice Marie Boyer di Fonscolombe, nel castello di Saint-Maurice-de-Rémens. Prende prima il brevetto di pilota civile a cui segue quello di pilota militare; alla sua grande passione, che solca i cieli e le nuvole per atterrare in terre a volte anche sconosciute, è dedicato il suo primo racconto: L’Aviatore. La sua vita è così, in volo da una parte e l’altra del mondo; e anche quando atterra sembra sempre rimanere nello spazio illimitato del cielo che, in qualche modo, si riversa nelle sue pubblicazioni.

Il Piccolo Principe

In ogni suo scritto ci sarà sempre un po’ della sua vita e un po’ del suo lavoro; basta citarne alcuni: Pilota di Volo, Lettera a un Ostaggio e Il Piccolo Principe, scritti durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale a cui prese parte. “Tutti i grandi sono stati bambini una volta. Ma pochi di essi se ne ricordano“; è di una semplicità disarmante Il Piccolo Principe, eppure il suo fascino risiede proprio nel fatto che è in grado di insegnare più agli adulti che ai bambini; a quegli adulti che crescendo hanno dimenticato le cose essenziali della vita.

Il Piccolo Principe

Nella prefazione scritta da Nico Orengo in una delle versioni italiane de Le Petit Prince, Antoine De Saint-Exupéry è descritto come un uomo che preferiva arrossire piuttosto che rispondere, quando si sentiva in imbarazzo; descrivendo una sensibilità che, oggi, potremmo associare più ad un bambino che ad un adulto. E quell’agognato desiderio di osservare i rapporti umani con la naturalezza degli occhi puri di un fanciullo che, nonostante la fragilità della sua tenera età, è capace di proteggere la sua ‘Rosa‘ da ogni male; questo sembra il senso più profondo dell’opera dello scrittore francese.

L’essenziale è invisibile agli occhi

Antoine de Saint-Exupéry è capace di esercitare la professione tra le più audaci del tempo, vissuto in un’epoca in cui fare l’aviatore era “una magnifica sfida“; eppure è tutt’altro che uno spavaldo. Del resto “L’essenziale è invisibile agli occhi” e la vera essenza del suo animo sensibile, lo scrittore, la cela dietro alla divisa di aviatore. Antoine De Saint-Exupéry ci vuole donare la sua versione del significato più intimo di tutto ciò che ci circonda, delle persone che si incontrano; ed è così che, solo dopo aver capito il senso reale dell’amore e dell’amicizia, allora sembrerà normale il legame fra un principe bambino, un pilota di aerei, una rosa e una volpe.

 

Il Piccolo Principe

Ma oltre alla potenza dei sentimenti puri, c’è qualcos’altro che Il Piccolo Principe mi ha insegnato; è la forza di credere sempre nelle nuove avventure della vita. In quel punto fermo, che nonostante le delusioni, le sconfitte, le incertezze, concede lo spirito di ripartire.”Ci sarà sempre un’altra opportunità, un’altra amicizia, un altro amore, una nuova forza. Per ogni fine c’è un nuovo inizio“. Premonitore quasi, Il Piccolo Principe ha un finale misterioso, come misteriosa fu la scomparsa nel 1944 dello stesso Antoine de Saint-Exupéry; che entrambi siano tornati a ‘vivere’ per sempre in quel mondo dove sono solo i sentimenti puri ad avere valore? “Ma i grandi non capiranno mai che questo abbia tanta importanza“.

Francesca Perrone

  • Cultura, Ambiente & Pets

    Messinese trasferita a Roma per gli studi prima in Scienze della Comunicazione Sociale presso l'Università Pontificia Salesiana, con una tesi su "Coco Chanel e la rivoluzione negli abiti femminili", poi per la specializzazione in Media, Comunicazione Digitale e Giornalismo alla Sapienza. Collabora con l'Agenzia ErregiMedia, curando rassegne stampa nel settore dei rally e dell'automobilismo. La sue passioni più grandi sono la scrittura, la moda e la cultura.
    Responsabile dei blog di VelvetMAG: VelvetPets (www.velvetpets.it) sulle curiosità del mondo animale e di BIOPIANETA (www.biopianeta.it) sui temi della tutela dell'ambiente e della sostenibilità.

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