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La scissione di Di Maio, con lui 51 deputati e 11 senatori

Dalla viceministra Castelli all'ex ministro dello Sport, Spadafora, oltre un quarto dei parlamentari pentastellati lascia il Movimento

Nasce il gruppo politico di Luigi Di Maio, l’ennesimo che sorge nel Parlamento italiano. L’annuncio formale arriva dal presidente della Camera, Roberto Fico, fra i maggiori avversario del ministro degli Esteri all’interno del Movimento Cinque Stelle.

Il nuovo gruppo si chiama Insieme per il Futuro e raduna 62 parlamentari pentastellati attorno a Di Maio, che così come lui, escono dal M5S. “Ringrazio il M5S – ha detto Di Maio presentando il gruppo – è una scelta sofferta“.Abbiamo accelerato un processo iniziato mesi fa, da quando la linea del M5S sul Quirinale ha cominciato a creare disagi a molti“, spiega uno dei senatori che seguiranno il ministro degli Esteri.

Foto Ansa/Alessandro Di Meo

Ma quando è avvenuta la svolta decisiva di questo processo? Poche ore fa, in un momento delicato per la risoluzione sull’Ucraina in Senato. “Proprio per chiarire – aggiunge il senatore – che era grave discordare con il Governo sulla politica estera“. Altro obiettivo, si ragiona fra i parlamentari vicini a Di Maio, era evitare che dal di fuori si leggesse la mossa come pretestuosa. Soprattutto se ravvicinata nei tempi ad altre decisioni che attendono il M5S, come quella sull’abolizione o meno del limite del doppio mandato.

Chi segue Di Maio

Su un totale di 227 parlamentari del Movimento Cinque Stelle – 155 alla Camera e 72 al Senatooltre un quarto sono pronti a seguire Luigi Di Maio in Insieme per il Futuro. Fra i deputati che hanno finora sottoscritto per la creazione di un nuovo gruppo, ci sono anche la viceministra dell’Economia, Laura Castelli, il questore della Camera, Francesco D’Uva, l’ex ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, il sottosegretario agli Esteri, Manlio Di Stefano. Fra i senatori ci sono Pierpaolo Sileri, sottosegretario alla Salute, Primo Di Nicola, Vincenzo Presutto, Fabrizio Trentacoste, Antonella Campagna, Daniela Donno, Sergio Vaccaro e Simona Nocerino.

di maio parlamentari
Parlamentari dimaiani. Foto Ansa

Lega primo partito

Dopo la scissione di Luigi Di Maio, il primo partito di maggioranza a sostegno del Governo Draghi nel Parlamento italiano diventa quello che lo sta contestando di più: la Lega. Il Carroccio conta su 193 parlamentari: 132 deputati e 61 senatori. A ruota c’è il M5S, che si ferma a quota 165, perché 51 eletti a Montecitorio e 11 a Palazzo Madama passati in blocco con Di Maio. A sostenere Draghi, in una maggioranza sempre più litigiosa e di corto respiro, visto che nel 2023 si vota, c’è poi Forza Italia (134 parlamentari). Segue il PD (132). L’implosione dei Cinque stelle fa impressione. Grazie allo storico successo alle elezioni politiche del 2018 il partito di Beppe Grillo aveva conquistato 333 seggi fra Camera e Senato. Oggi sono complessivamente dimezzati.

Di Battista: “Di Maio traditore

Furente contro Di Maio, ma sembra anche contro Conte, è il fondatore del Movimento, Grillo appunto. “Qualcuno non crede più nelle regole del gioco? Che lo dica con coraggio e senza espedienti“, scrive il patron sul suo blog. E conclude: “Siamo tutti qui per andarcene“. Un ex di peso, invece, spara a zero. “Un Movimento nato per non governare con nessuno ha il diritto di evolversi e governare con qualcuno, mantenendo, ovviamente, la maggioranza nel Consiglio dei ministri, per portare a casa risultati“, ha commentato Alessandro Di Battista. Per poi aggiungere: “Non ha alcun diritto di governare con tutti per portare a casa comode poltrone. Si chiama ignobile tradimento.”

Alessandro Di Battista
Alessandro Di Battista

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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