Da sinistra: Draghi, Macron e Scholz. Foto Ansa/Epa Ludovic Marin
Mario Draghi, Olaf Scholz ed Emmanuel Macron sono arrivati a Kiev, capitale dell’Ucraina, giovedì 16 giugno. È la prima volta che si recano insieme nel paese martoriato dalla guerra scatenata dalla Russia ormai quasi 4 mesi fa.
Il premier italiano, il cancelliere tedesco e il presidente francese – che è anche presidente di turno dell’Unione Europea – incontreranno il leader dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky. “Siamo venuti per inviare un messaggio di unità europea verso tutti i cittadini ucraini. Un messaggio di sostegno perché le prossime settimane saranno molto difficili“. Così Macron scendendo dal treno che dalla Polonia lo ha portato a Kiev, “in un luogo di guerra dove sono stati commessi massacri“.
Foto Ansa/Epa Ludovic Marin
A bordo del treno ucraino i tre leader europei hanno discusso per circa due ore. Obiettivo della visita a è portare “un messaggio di unità e piena coesione dei Paesi Ue” nel condannare la Russia e aiutare l’Ucraina. Si tratta di una missione carica di valore politico e simbolico: i leader dei tre principali Paesi Ue tutti insieme, faccia a faccia con Volodymyr Zelensky. Per dare prova di compattezza europea, e magari per indicare una linea non identica a quella degli americani.
Alla vigilia della missione è stato il capo dell’Eliseo a smarcarsi più nettamente dall’intransigenza di Washington nei confronti del Cremlino. “Il presidente dell’Ucraina e i suoi funzionari dovranno negoziare con la Russia” ha sottolineato dalla Romania. “Noi faremo di tutto per fermare le forze russe e aiutare gli ucraini e il loro esercito“. Il viaggio in Ucraina dei tre leader non prevede altre tappe oltre a Kiev. E cade in una fase molto complicata della guerra. L’esercito russo continua a guadagnare terreno intensificando la potenza di fuoco nel Donbass. Gli ucraini si difendono strenuamente ma sono sempre più esausti e si aspettano un sostegno più deciso dagli alleati europei.
Lo stabilimento Azot in fiamme a Severodonetsk. nel Donbass. Lì si nascondono le forze ucraine e circa 500 civili, tra cui 40 bambini. Foto Ansa/ Tpyxa
La ‘missione’ di Draghi, Scholz e Macron non durerà a lungo, solo poche ore. I leader di Italia, Francia e Germania faranno, molto probabilmente, delle richieste a Zelensky. Il presidente dell’Ucraina, dal canto suo, teme di dover subire una pressione affinché alleggerisca la sua linea di ferma intransigenza. E apra a qualche concessione alla Russia per intraprendere una trattativa che possa portare a un cessate il fuoco.
Di certo, però, un incontro tra i leader di Russia e Stati Uniti sarà improbabile nel prossimo futuro. Lo ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, in una intervista all’agenzia di stampa russa Ria Novosti. L’ultimo incontro tra Vladimir Putin e Joe Biden risale a un anno fa, il 16 giugno 2021, a Ginevra.
Esattamente un anno fa, il 16 giugno 2021, Biden e Putin s’incontravano a Ginevra. Foto Ansa/Epa Peter Klaunzer
“Un vertice tra i leader è attualmente improbabile. Ed è improbabile che avvenga nel prossimo futuro. Anche se, in tutta onestà, si deve ammettere che negli affari internazionali a volte inizia a prevalere un approccio pragmatico. E poi le tendenze cambiano abbastanza rapidamente“, ha spiegato Peskov.
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