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Draghi in Israele: “L’Italia cerca la pace, corridoi per il grano ucraino”

Visita di Stato del premier che si reca anche allo Yad Vashem e al Tempio italiano

Prosegue la visita del premier Mario Draghi in Israele. Dopo aver incontrato il capo dello Stato, Herzog, il presidente del Consiglio ha visitato il memoriale della Shoah. Meeting col primo ministro Naftali Bennett.

Voglio ringraziare il Governo israeliano per il suo sforzo di mediazione in questa crisi” ha dichiarato Draghi, parlando della guerra in Ucraina, in conferenza stampa congiunta col premier di Tel Aviv, Naftali Bennett. “Il Governo italiano continua a lavorare perché si giunga quanto prima a un cessate il fuoco e a negoziati di pace. Nei termini che l’Ucraina riterrà accettabili”. “Abbiamo discusso anche del rischio di catastrofe alimentare dovuta al blocco dei porti del Mar Nero” ha aggiunto. “Dobbiamo operare con la massima urgenza dei corridoi sicuri per il trasporto del grano. Abbiamo pochissimo tempo. Fra poche settimane il nuovo raccolto sarà pronto e potrebbe essere impossibile conservarlo”.

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Draghi allo Yad Vashem. Foto Ansa/Epa Abir Sultan

La visita allo Yad Vashem

Il premier ha visitato il museo della Shoah, lo Yad Vashem di Gerusalemme, martedì 14 giugno. Ad accogliere il presidente del Consiglio c’erano il presidente di Yad Vashem, Danny Dayan, e il ministro della Giustizia del Governo Bennett, Gideon Saar. “Possa il silenzio di questo luogo esserci di aiuto per affrontare la violenza dei nostri tempi”, ha detto Mario Draghi. Il quale ha sottolineato che “lo Yad Vashem testimonia gli orrori della Shoah, il coraggio di chi si oppose ci ricorda il valore della memoria e la lotta all’indifferenza nel contrasto all’antisemitismoL’Italia è impegnata con forza nella difesa della dignità umana, nel rigetto di ogni forma di odio, nel rifiuto di ogni discriminazione e nella ricerca della pace“.

Nella giornata di ieri, 13 giugno, Draghi si è inoltre recato al Tempio italiano di Gerusalemme. “In momenti di crisi, di incertezza, di guerra – come quello che stiamo vivendo – è ancora più importante opporsi con fermezza all’uso politico dell’odioDobbiamo promuovere la tolleranza, il rispetto reciproco, l’amore per il prossimo: questi sono i veri ingredienti di una pace duratura. La storia della vostra comunità è un esempio a cui guardare con orgoglio“.

Draghi e l’impegno dell’Italia

Le istituzioni e la società civile italiana da tanti anni sono attive nella lotta all’antisemitismo. Il Governo è impegnato a contrastare le discriminazioni di ogni tipo contro gli ebrei” ha aggiunto ancora Draghi. “Il Governo – ha sottolineato Draghi – è impegnato a rafforzare la memoria della Shoah. Lo facciamo con la strategia nazionale, coordinata dalla professoressa Santerini. E con la Commissione straordinaria presieduta dalla senatrice Segre. Abbiamo adottato la definizione dell’antisemitismo dell’International Holocaust Remembrance Alliance per affrontare pregiudizi e stereotipi, dalle scuole all’amministrazione pubblica.

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Draghi col premier israeliano, Naftali Bennett. Foto Ansa/Epa Abir Sultan

“Vogliamo promuovere la conoscenza della cultura ebraica nei musei italiani e coltivare il dialogo tra religioni e fedi per favorire la conoscenza reciproca. Questi sforzi sono essenziali per tutelare la dignità umana, contrastare l’ignoranza, sconfiggere l’indifferenza“, spiega Draghi. Nel pomeriggio del 13 giugno il presidente della Repubblica israeliano, Isaac Herzog, in carica da meno di un anno, ha ricevuto Mario Draghi. “Le buone relazioni tra i nostri paesi si basano su una ricca storia e su valori condivisi” ha ha scritto Herzog su Twitter. “L’Italia è uno dei paesi più importanti al mondo nel campo dello sviluppo e dell’innovazione e vediamo un grande potenziale per la collaborazione“.

 

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Il premier al Tempio italiano di Gerusalemme. Foto Twitter @Palazzo_Chigi

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore.

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