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Irlanda del Nord, il potere ai “figli” di Bobby Sands

Vincono i repubblicani indipendentisti cattolici dello Sinn Féin, eredi politici dell'IRA. Michelle O'Neill possibile premier: sarebbe la prima volta

Dopo un secolo di martoriata storia l’Irlanda del Nord volta pagina e potrebbe allontanarsi dal Regno Unito. Lo Sinn Féin, il partito degli indipendentisti repubblicani cattolici, vince le elezioni e si candida alla premiership che potrebbe toccare alla sua leader, Michelle O’Neill, 45 anni.

L’Assemblea di Stormont – il Parlamento decentrato dell’Irlanda del Nord creato nel 1998 con gli accordi di pace del Venerdì Santo – ha ratificato lo storico sorpasso dei repubblicani cattolici sui protestanti unionisti. Gli indipendentisti dello Sinn Féin (“Noi Stessi” in gaelico), ex braccio politico della guerriglia dell’IRA (Irish Republican Army), hanno conquistato la maggioranza relativa nella più piccola delle nazioni della Gran Bretagna. Sinn Féin ha superato il maggiore dei partiti unionisti protestanti, il DUP (Democratic Unionist Party), sia in percentuale di voti – 29% contro 21,3% – che per numero di seggi. Ed è la prima volta.

Bobby Sands e l’Irlanda del Nord

Per una coincidenza le elezioni si sono svolte il 5 maggio, nel giorno della morte di Bobby Sands. Poeta e dirigente dell’IRA, Sands perse la vita in carcere a soli 27 anni, nel 1981, dopo 66 giorni di sciopero della fame. Protestava assieme ad altri carcerati contro le condizioni disumane in cui gli inglesi tenevano i detenuti e perché riconoscessero come prigionieri politici i militanti nord irlandesi.

Bobby Sands Murale Belfast
Murale a Belfast dedicato a Bobby Sands. Foto Wikimedia Commons

Potrà essere ora la generazione successiva a quella di Bobby Sands a esprimere, per la prima volta, il First Minister nell’Irlanda del Nord. Sembra avverarsi la profezia del martire dell’IRA: “La nostra vendetta sarà il sorriso dei nostri figli“. Michelle O’Neill è la prima guida dello Sinn Féin che non ha partecipato alla lotta armata dell’IRA, tuttavia ogni albero che cresce robusto ha radici profonde. E ora l’attuale vicepresidente dello Sinn Féin, e vicepremier uscente, può diventare la prima premier indipendentista in 101 anni di storia dell’Irlanda del Nord.

Questa è stata un’elezione storica. Un’elezione di vero cambiamento” ha scritto O’Neill sui social. “Lunedì (9 maggio, ndr.) guiderò il team dello Sinn Féin a Stormont, pronto a far funzionare subito l’esecutivo.” I cardini del programma di Governo? “Mettere i soldi nelle tasche delle persone, investire nel nostro servizio sanitario, costruire un futuro migliore per tutti” scrive lei stessa sui social.

I risultati delle elezioni

Con 88 seggi scrutinati su 90 gli eredi politici dell’IRA si collocano a quota 27. Contro i 24 del DUP unionista con Londra. Complessivamente le formazioni nazionaliste e quelle unioniste si equivalgono: il consenso è attorno al 40% per parte. C’è poi un restante 15-20% dei voti ai partiti inter-comunitari. Fra questi sale al terzo posto l’APNI (Alliance Party of Northern Ireland), partito centrista né unionista con Londra, né repubblicano irlandese. Perdono terreno i laburisti e socialdemocratici dello SDLP (Social Democratic and Labour Party).

Irlanda Jeffrey Donaldson Dup Protestanti
Jeffrey Donaldson, leader del DUP

Adesso lo Sinn Féin può ambire alla guida di un nuovo governo unitario a Belfast, in quanto prima forza del paese. Così rovesciando – per la prima volta – i rapporti di forza rispetto al DUP fin da dopo la pace del Venerdì Santo del 1998. Sarebbe quindi Michelle O’Neill, 45 anni, la prossima premier repubblicana e un esponente degli unionisti il suo vice, mentre finora era sempre stato il contrario. Se però gli unionisti dovessero opporsi, sullo sfondo delle tensioni post Brexit, la gestione dell’amministrazione nordirlandese tornerebbe – in base alla legge – nella mani del governo centrale di Londra

Irlanda del Nord verso Dublino?

Lo Sinn Fein continua a sventolare la bandiera nazionalista della riunificazione con la Repubblica d’Irlanda, sebbene in una prospettiva temporale indeterminata. C’è un sostanziale stallo demografico nelle contee del nord della cosiddetta isola verde, e Dublino si guarda bene al momento dall’incoraggiare un orizzonte conflittuale con Londra. Inoltre agli occhi di molti nordirlandesi la società britannica ha i suoi vantaggi, come un migliore sistema sanitario pubblico. Nell’arco dei prossimi 10 anni potrebbe esserci a Belfast un referendum sull’indipendenza da Londra, ma il suo esito non sarebbe scontato. Intanto però Michelle O’Neill incassa i primi complimenti per la vittoria. Mittente: la premier indipendentista scozzese, Nicola Sturgeon.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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