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Ucraina, “Blinken e Austin a Kiev”. Paura di attacchi chimici a Odessa

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L’America non molla la presa sulla guerra in Europa: sostiene l’Ucraina contro la Russia, a tutti i costi. Oggi 24 aprile il segretario di Stato, Anthony Blinken, e il ministro della Difesa, Lloyd Austin, sono attesi a Kiev da Volodymyr Zelensky.

L’amministrazione Usa non ha però ancora confermato quella che sarebbe la prima visita ufficiale di funzionari del Governo statunitense in Ucraina dal 24 febbraio, giorno in cui – esattamente due mesi fa – è cominciata l’invasione russa. La visita avverrebbe inoltre in concomitanza con la Pasqua ortodossa. Nella capitale ucraina è atteso il 28 aprile il segretario generale della Nazioni Unite, Antonio Guterres. Il quale domani 25 aprile si recherà ad Ankara – la Turchia è un paese mediatore nel conflitto in corso – e martedì 26 aprile a Mosca. “È ingiusta e illogica” la decisione di Guterres di andare prima in Russia, ha tuttavia protestato Zelensky. “La guerra è in Ucraina, non ci sono corpi nelle strade di Mosca. Sarebbe logico prima” venire a Kiev “per vedere la gente qui e le conseguenze dell’occupazione“, ha rimarcato il presidente ucraino.

Zelesnky (sin.) col segretario di Stato Usa, Blinken in una foto di repertorio. Foto Twitter @ZelenskyyUa

Odessa e il porto di Yuzhny

Nella serata di ieri 23 aprile il presidente dell’Ucraina ha comunicato che è salito a 8 morti e circa 20 feriti il bilancio delle vittime dei raid missilistici russi a Odessa, alla vigilia della Pasqua ortodossa. Adesso, sostiene, incomberebbe anche la minaccia di un attacco chimico. Dal canto suo Mosca afferma che Kiev starebbe pianificando una “provocazione” con l’uso di ammoniaca nel porto Yuzhny, non molto a est di Odessa, per poi accusare i russi di aver preso di mira i civili. Affermazione che Kiev interpreta invece come una minaccia camuffata da avvertimento. Sarebbe proprio Mosca a voler sferrare un attacco chimico sul porto di Odessa, secondo il Kyiv Independent.

L’Ucraina e il nucleare

Sul fronte della sicurezza nucleare, l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) ha fatto sapere che l’Ucraina ha fornito un elenco completo delle apparecchiature di cui il paese afferma di aver bisogno. L’obiettivo è rendere possibile il funzionamento sicuro e protetto dei suoi impianti e che l’Aiea ha i mezzi e “l’esperienza tecnica necessaria per coordinare efficacemente e attuare la fornitura” richiesta. Kiev ha anche comunicato che le turnazioni di lavoro alla ex centrale di Chernobyl proseguono regolari, l’ultima delle quali avvenuta il 19 aprile.

La posizione di Odessa indica perché le forze russe vogliono conquistarla

“Mercenari italiani eliminati”

Secondo quanto riporta Francesco Verderami sul Corriere della Sera, Mosca ha avvisato Roma che 11 “combattenti di professione” italiani sarebbero caduti in Ucraina. “Partecipavano a operazioni militari” contro le Forze armate della Federazione russa. I foreing fighters avrebbero fatto parte di un’unità di 60 “mercenari” connazionali, al fianco della resistenza di Kiev. Di essi, 10 sarebbero rientrati in Italia, mentre gli altri sarebbero ancora in Ucraina insieme a “diverse migliaia di cittadini stranieri” in armi. Secondo il Corriere “non si può essere certi dell’attendibilità della notizia“. Al Governo italiano non risultano queste presenze nelle zone di guerra in Ucraina.

Il teatro di Odessa

LEGGI ANCHE: Ucraina, avanzata russa in stallo. Si muove il segretario dell’Onu

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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