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Via Crucis Venerdì Santo: accanto al Papa una ragazza ucraina e una russa

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Per la Via Crucis del Venerdì Santo Papa Francesco ha scelto una famiglia russa e una ucraina. E in particolare due ragazze amiche, appartenenti ai due popoli in conflitto. Domani 15 aprile porteranno insieme la croce e leggeranno la meditazione per la tredicesima stazione.

Come ogni anno (salvo il periodo più forte della pandemia), il Pontefice percorrerà la Via Crucis al Colosseo. La tredicesima stazione è considerata una delle più strazianti del percorso. Rappresenta il momento in cui Cristo è deposto dalla Croce e la Madonna accoglie il suo corpo senza vita. Un momento particolarmente profondo della Passione, che ha ispirato centinaia di opere d’arte la più famosa delle quali è la Pietà di Michelangelo, in Vaticano.

Papa Francesco con la bandiera dell’Ucraina giunta da Bucha all’udienza del 6 aprile 2022

La scelta di Francesco di far pregare assieme russi e ucraini guarda alla guerra che sta sconvolgendo l’Ucraina. E in particolare alle famiglie ucraine e a quelle russe che hanno soldati al fronte. Gli altri temi delle meditazioni per le altre stazioni della Via Crucis riguardano la crisi acuita dalla pandemia. Ma anche la mancanza di lavoro e la conseguente angoscia di una vita familiare precaria. E, infine, il il dramma dei migranti. “Signore dove sei? Parla nel silenzio della morte e della divisione ed insegnaci a fare pace, ad essere fratelli e sorelle, a ricostruire ciò che le bombe avrebbero voluto annientare“. Sarà questa la conclusione della meditazione che risuonerà domani sera al Colosseo.

Via Crucis contestata da Kiev

Ma la scelta del Papa ha suscitato polemiche da parte ucraina. La croce portata insieme da una famiglia ucraina e da una russa? “Considero questa idea inopportuna e ambigua perché non tiene conto del contesto di aggressione militare russa contro l’Ucraina”. Così l’arcivescovo cattolico di rito greco di Kiev, Svjatoslav Ševčuk. La stessa contestazione l’aveva fatta l’ambasciatore dell’Ucraina presso la Santa Sede. Nel comunicato si arriva a parlare di “indignazione” e “rifiuto” trasmessi al Vaticano.

Un’edizione passata della Via Crucis al Colosseo

Irina e Albina, amiche oltre gli steccati

La pensano in maniera opposta le due ragazze che porteranno la croce: Irina, infermiera ucraina, e Albina, specializzanda russa. “Questa guerra ci ha unito di più” spiegano le due donne. Durante i primi giorni di guerra avevano testimoniato la loro amicizia oltre ogni steccato in un servizio del Tg1. Irina e Albina sono amiche da tempo e condividono la corsia dell’ospedale al Campus biomedico di Roma, al Centro di cure palliative. Vivono insieme la fatica di dover alleviare le sofferenze delle persone, che spesso non possono essere guarite ma solo curate con amore e attenzione fino alla fine. “Quando ci siamo incontrate poco dopo l’inizio della guerra – ha raccontato Irina all’Ansa – Albina (russa) è venuta nel reparto. Io ero di turno. È bastato il nostro sguardo: i nostri occhi si sono riempiti di lacrime e Albina ha cominciato a chiedermi scusa. Si sentiva in colpa e mi chiedeva scusa. Io la rassicuravo che lei non c’entrava niente in tutto questo“.

Una donna in bicicletta davanti alle macerie di Borodyanka. Foto Twitter @IAPonomarenko

LEGGI ANCHE: La regina Elisabetta non parteciperà alle celebrazioni di Pasqua

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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