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Merkel, l’Onu le offre un incarico. “Lo ha rifiutato con una telefonata”

Le Nazioni Unite volevano affidare all'ex cancelliera un progetto nuovo ma "di consulenza": non abbastanza per una statista di caratura mondiale

L’ex cancelliera della Germania, Angela Merkel, avrebbe la possibilità di lavorare all’Onu svolgendo un’incarico di alto prestigio. Più probabilmente, tuttavia, a quanto filtra dalla Germania, non asseconderà i ‘desiderata’ del Palazzo di Vetro.

Merkel, un progetto all’avanguardia

Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha offerto alla ex leader tedesca la presidenza di un comitato di consulenza sulle proprietà e i beni pubblici globali. Si tratta di un progetto nuovo per l’Onu, che Guterres sta lanciando nell’ambito della riforma dell’organizzazione. L’offerta è in una lettera che Angela Merkel ha ricevuto dal Palazzo di Vetro, stando al giornale popolare Bild che ne dà notizia. Ma, sempre secondo la Bild, l’ex cancelliera non avrebbe ancora risposto. Un’altra fonte, l’agenzia di stampa Dpa, scrive invece che Merkel ha rifiutato l’incarico offertole dal segretario generale dell’Onu. È quello che avrebbe fatto sapere l’ufficio dell’ex cancelliera. Angela Merkel avrebbe parlato al telefono la settimana scorsa con Antonio Guterres, “per ringraziarlo e comunicare che non avrebbe accettato l’offerta“.

Capo dello Stato, Steinmeier bis

Può darsi che la donna più potente della Germania desideri fare la ‘riserva della Repubblica’ come si dice in Italia. Ma non diventerà, però, la nuova Presidente della Repubblica, perché alle elezioni del prossimo 13 febbraio sarà quasi certamente confermato già al primo scrutinio il Capo dello Stato uscente: Franz-Walter Steinmeier. Di certo Merkel pesa politicamente. Si è chiamata fuori dalla politica attiva ma la Cdu tedesca la rimpiange amaramente. Il partito avrebbe perduto quasi 15mila iscritti nel grande anno elettorale (il 2021) che ha visto l’uscita di scena della cancelliera.

Cdu, l’oscuro dopo Merkel

Il dato è emerso a pochi giorni dal congresso di sabato prossimo 22 gennaio, che dovrà confermare l’elezione di Friedrich Merz alla presidenza, dopo la vittoria conferitagli dalla base. Secondo le informazioni diramate dalla stessa Cdu, il 31 dicembre scorso il partito contava 384.204 iscritti contro i 399.110 della fine del 2020, quando c’era Merkel. La quota maschile del partito è di 73,4%, quella femminile rappresenta solo un quarto, il 26,6%. L’età media è di 60,8 anni, ma fra i nuovi ingressi cala a 43.

La crisi degli iscritti

La perdita di tessere dei cristiano-democratici tedeschi ha superato quella dei socialdemocratici. I quali hanno registrato l’anno scorso un -10.600 assestandosi sui 393.727 membri alla fine 2021. Una crescita delle iscrizioni si è vista invece per i Verdi e i Liberali. Crisi di iscritti anche per l’ultradestra di Afd che, secondo quanto riporta la Dpa, avrebbe perso circa 4mila tesserati dal 2020, rimanendo con 30mila iscritti.

Ue, occupazione femminile

A fronte della Germania del dopo Merkel (prima e unica, finora, cancelliera donna) stanno anche i dati dell’occupazione femminile in Europa. Nella Ue le donne occupate sono il 62,7%. In Germania le donne inattive – non hanno un lavoro né lo cercano – sono il 24% del totale. La pandemia non ha certo aiutato. Né a Berlino né a Roma. Nel nostro Paese l’occupazione femminile scende per la prima volta dal 2013. Secondo i dati del Bilancio di genere 2020, nell’anno della diffusione del Covid le donne che lavorano sono il 49%, un calo marcato soprattutto tra le giovani, al Sud e nelle Isole.

Sergio Mattarella con Antonio Guterres (Onu)

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Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore.

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