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Afghanistan: ospedali e cure al collasso, peggiora la malnutrizione

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Ha fatto il giro del mondo in poco tempo, su Twitter, un video dall’Afghanistan che mostra i talebani sequestrare e sversare in un canale circa 3mila litri di alcolici. I fatti sono avvenuti a seguito di una perquisizione a Kabul ha fatto sapere la Direzione generale dell’Intelligence (Gdi) dell’emirato islamico. “I musulmani devono astenersi seriamente dal produrre e consegnare alcolici” afferma uno studioso di religione nel filmato. Nel paese si fa intanto tragica la situazione sanitaria. “Il sistema, da anni fragile, è a rischio collasso mentre i bisogni della popolazione sono enormi” è scritto in un rapporto di Medici Senza Frontiere (Msf), secondo quanto riferisce Adnkronos.

Sempre meno cibo nel paese

Per quel che concerne la malnutrizione la situazione è “peggiorata rispetto allo stesso periodo dello scorso anno” in particolare a Herat, una delle città più importanti dell’Afghanistan. Inoltre, la maggior parte delle strutture sanitarie del paese è sotto forte pressione a causa della carenza di personale e attrezzature. Alcune sono chiuse o mal funzionanti. “Ciò significa che a volte i pazienti non possono accedere alle cure di cui hanno bisogno mentre l’assistenza sanitaria privata resta inaccessibile per milioni di persone“.

Afghanistan, ospedali senza luce

Nel documento si evidenziano le crescenti difficoltà ad operare – dopo la presa del potere da parte dei talebani – nelle cinque sedi dell’Afghanistan in cui Medici senza frontiere porta avanti i suoi progetti. Ovvero: Herat, Kandahar, Khost, Kunduz e Lashkar Gah, oltre al team di coordinamento a Kabul. Una delle situazioni più delicate è a Khost, dove Msf gestisce un ospedale materno-infantile. “Ci siamo accorti molto velocemente che la capacità del sistema sanitario si stava deteriorando. Le strutture pubbliche avevano sempre meno farmaci, poiché la catena di approvvigionamento era interrotta. Il personale non veniva pagato. Abbiamo anche sentito che un ospedale locale stava operando alla luce delle torce“, racconta all’Adnkronos la coordinatrice del progetto, Lou Cormack.

L’immagine della donna afghana morta assiderata in Iran per salvare i suoi bambini

Emigrazione, tragedia continua

Non si ferma, nel frattempo, il flusso di migliaia di persone che cercano una vita migliore fuggendo come possono dall’Afghanistan. Una fotografia, rilanciata da un post su Twitter da Demokrat.Tv, e video diffusi da altri media turchi, raccontano i dettagli della tragedia che si è consumata l’ultimo giorno del 2021 in territorio iraniano, vicino al confine con la Turchia. Ovvero lungo un percorso che centinaia di afghani compiono nella loro fuga verso l’Europa.

Una donna e i suoi bambini

Nell’immagine si vede una donna senza vita, proveniente dall’Afghanistan, coperta di indumenti pesanti ma a piedi nudi nella neve. È morta assiderata, mentre i suoi due bambini sono riusciti a raggiungere un villaggio, dove qualcuno li ha soccorsi. I video sui social mostrano due bambini intorno ai 7 anni, con le mani gonfie e rosse dal freddo. Le scarne cronache raccolte dai media locali spiegano che la madre aveva offerto ai figli le sue calze per scaldarsi le manine dal gelo, mentre lei usava sacchetti di plastica per proteggersi i piedi.

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Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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