A causa di una sospetta occlusione intestinale, il Presidente del Brasile, Jair Bolsonaro, 66 anni, è stato ricoverato d’urgenza oggi 3 gennaio nell’ospedale Vila Nova Star, a sud di San Paolo. Il Capo dello Stato aveva manifestato forti dolori addominali durante le vacanze a Santa Caterina.
A rendere nota la notizia del ricovero in ospedale è stata l’emittente Cnn che ha citato il medico Antonio Luiz Macedo. Si tratta del chirurgo che operò Bolsonaro dopo l’accoltellamento subito durante la campagna elettorale nel settembre del 2018. Da allora Macedo segue personalmente il Presidente brasiliano. Stamattina i sanitari hanno trasportato d’urgenza l’illustre paziente in ospedale, a bordo di un elicottero.
I medici hanno deciso di sottoporlo a una serie di esami diagnostici per individuare la causa esatta del suo malessere. Ad accompagnarlo in volo sono state la moglie Michelle Bolsonaro e la figlia Laura, atterrate nella notte. Dall’aggressione di cui è stato vittima in piena campagna elettorale nel settembre 2018, Bolsonaro si è sottoposto a una mezza dozzina di operazioni chirurgiche all’addome. L’ultima risale alo scorso mese di luglio nell’ospedale privato di Vila Nova Star. Ossia il medesimo in cui è stato nuovamente ricoverato oggi, 3 gennaio.
I nuovi guai di salute per il Presidente uscente non sono di buon auspicio per la sua corsa elettorale in vista delle presidenziali dell’ottobre 2022. Bolsonaro deve inoltre affrontare quello che dal suo punto di vista è il ritorno di un’incubo. In Brasile, infatti, l’ex presidente di sinistra Luiz Inacio Lula da Silva (2003-2010) è di nuovo in competizione e otterrebbe almeno il 48% delle intenzioni di voto, secondo un sondaggio Ipec. L’attuale Presidente, di destra, avrebbe soltanto il 21% dei favori popolari. Significa che, al momento, i brasiliani sarebbero pronti a espellere Bolsonaro, forse neanche concedendogli il beneficio del turno di ballottaggio. Il Capo dello Stato è da tempo nella bufera per la pessima gestione del contrasto alla pandemia di Covid, oltreché per altri motivi.
Lula, storico leader del Partito dei lavoratori (Pt) avrebbe oggi il 57% dei consensi fra gli elettori più poveri del Brasile, cittadini con un salario da 200 dollari all’anno. E ciò malgrado condanne per presunte tangenti e scandali legati agli anni della sua presidenza, fra cui l’aver negato l’estradizione in Italia del terrorista rosso Cesare Battisti (cosa di cui poi Lula si è pentito). Le intenzioni di voto per Bolsonaro sono invece diminuite negli ultimi mesi, mentre è aumentato il tasso di disapprovazione nei suoi confronti. Dietro a Lula e Bolsonaro ci sono l’ex giudice Sergio Moro, del partito conservatore Podemos, con il 6%: è l’uomo che ha condannato Lula in primo grado nel 2017. Infine c’è l’ex candidato presidenziale Ciro Gomes, del Partito democratico laburista (Pdt, di centro-sinistra), con il 5%.
Luiz Inacio Lula da Silva, Presidente del Brasile fra il 2003 e il 2010
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