Variante Omicron, paura in Europa. Terapie intensive, l’Iss: “Rischio per i No Vax 12 volte più alto”

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Aumenta in tutto il mondo l’allarme per la diffusione di Omicron, la nuova variante cosiddetta  sudafricana del Sars-CoV-2 che può indurre il Covid. Il Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc) definisce il livello di rischio per tutti “alto o molto alto“. E adesso è corsa a colmare il gap sulle immunizzazioni. Nel frattempo è stata annullata la conferenza ministeriale dell’Organizzazione mondiale del commercio (Wto) attesa la prossima settimana.

Covid dal Sudafrica, 61 casi in Olanda

Pfizer e Moderna fanno sapere di essere già al lavoro, ma il primo caso individuato in Belgio fa tremare l’Europa. Nella vicina Olanda sono 61 persone giunte dal Sudafrica sono risultate positive al Coronavirus. Si tratta dei passeggeri di due voli della compagnia nazionale Klm, a bordo dei quali c’erano in totale 600 persone. E naturalmente si tema che si tratti di contagio da variante Omicron.

No Vax in piazza malgrado la variante

In Italia, ignorando completamente l’allarme per la variante Omicron, i No Vax si preparano a tornare in piazza, dopo l’annuncio del Super Green pass. Sorvegliate speciali saranno oggi 27 novembre sia Roma che Milano. Più in generale, in via precauzionale il ministero della Salute raccomanda alle Regioni di rafforzare e monitorare le attività di tracciamento e sequenziamento. Soprattutto in caso di viaggiatori provenienti da Paesi a rischio o in caso di focolai caratterizzati da rapido incremento di casi. In Italia sono già vietati gli ingressi per coloro che provengono dai paesi al momento più a rischio per la variante Omicron: Sudafrica, Lesotho, Botswana, Zimbabwe, Mozambico, Namibia, Eswatini (fino al 2018 Swaziland).

Intensive, rischio alto per i non vaccinati

Il timore della variante Omicron sale anche a causa del fatto che sono milioni gli italiani senza neppure una dose di vaccino. Dall’ultimo report dell’Istituto superiore di sanità (Iss) emerge che nell’ultimo mese i casi di pazienti Covid nelle terapie intensive è pari a 6,7 ogni 100mila abitanti. Nei vaccinati è invece pari a 0,54 ogni 100mila. Significa che una persona senza alcuna protezione vaccinale che contrae il Covid corre il rischio di finire in intensiva 12 volte di più rispetto a chi ha assunto il siero.

Boom di contagi fra i bambini

E si registra nel nostro Paese un boom di contagi fra i bambini sotto i 12 anni. Nell’ultima settimana, scrive l’Istituto superiore di Sanità, si osserva un aumento dell’incidenza in tutte le fasce d’età e in particolare nella popolazione con meno di 12 anni. Per i più piccoli “nel periodo 8-21 novembre 2021 sono stati segnalati 31.365 nuovi casi, di cui 153 ospedalizzati e 3 ricoverati in terapia intensiva“. Nella classe di età 6-11 anni “si evidenzia, a partire dalla seconda settimana di ottobre, una maggiore crescita dell’incidenza rispetto al resto della popolazione in età scolare. Con un’impennata nelle ultime due settimane“.

Variante, vaccini ed effetto nel tempo

Altri dati del Report riguardano l’efficacia delle vaccinazioni. A prescindere, per il momento, dalla nuova variante Omicron. “Dopo sei mesi dal completamento del ciclo vaccinale, scende dal 72% al 40% l’efficacia nel prevenire qualsiasi diagnosi sintomatica o asintomatica di Covid“, si legge. Ma resta alta l’efficacia vaccinale nel prevenire casi di malattia severa. “Per i vaccinati con ciclo completo da meno di sei mesi è pari al 91% rispetto ai non vaccinati“. Mentre risulta pari “all’81% per i vaccinati con ciclo completo da oltre sei mesi rispetto ai non vaccinati“.

LEGGI ANCHE: Covid, Friuli in zona gialla e Bolzano in difficoltà. A rischio il Veneto

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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