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“Harry Potter”, una magia lunga 20 anni: quando Hogwarts divenne la nostra casa

Era il 16 novembre 2001 quando il maghetto nato dalla penna di J.K. Rowling approdò sul grande schermo: nulla sarebbe stato più come prima

Era il 2001. Prima di allora King’s Cross era una semplice stazione ferroviaria, le scope servivano esclusivamente per spazzare il pavimento e il termine babbano non era ancora diventato di dominio pubblico. Solo quattro anni prima era approdato nelle librerie il primo capitolo di una saga letteraria, destinata a scuotere il genere fantasy fin dalle fondamenta. E, a dare la spinta decisiva fu proprio la prima trasposizione cinematografica, che rese la suddetta saga, nata dalla penna di J.K. Rowling, un caso mediatico. Era il 2001, precisamente il 16 novembre, e nelle sale aveva fatto il suo debutto Harry Potter e la pietra filosofale. Da allora, nulla sarebbe stato più come prima.

Le origini di Harry Potter

Come narra la leggenda, la vicenda legata alle origini di Harry Potter ha attraversato un percorso tutt’altro che privo di ostacoli. Una squattrinata Joanne Rowling, prima ricercatrice per Amnesty International a Londra poi insegnante di inglese in Portogallo, sull’orlo della depressione per la pessima situazione finanziaria, iniziò a mettere nero su bianco i suoi pensieri. Il personaggio, difatti, era già nella sua mente da anni, ma finalmente aveva preso forma. E proprio da quei momenti di estremo sconforto, la celebre autrice britannica trasse ispirazione per la figura dei Dissenatori.

Era fatta, la stesura di Harry Potter e la pietra filosofale era ormai ultimata. Anche in questa occasione, tuttavia, le cose si rivelarono altrettanto complesse. Era il 1995 e, sempre secondo la “leggenda” il suo agente letterario, Christopher Little, propose il testo a ben dodici case editrici, ottenendo da tutte un rifiuto. A credere nell’idea di Joanne, che nel frattempo era divenuta, sotto consiglio, J.K. Rowling, fu la Bloomsbury che il 25 luglio 1997 pubblicò il manoscritto. Dopo una prima stampa di 500 copie, furono venduti i diritti alla Bologna Children’s Book Fair, alla cifra di 105mila dollari per l’edizione statunitense (la più alta per un’autrice esordiente). Il successo conseguito ripagò ampiamente l’investimento: era nata una nuova stella nel firmamento letterario (e in seguito cinematografico).

Harry Potter, i 20 anni al cinema del maghetto

Tradotti in 80 lingue, i libri hanno venduto la cifra esorbitante di mezzo miliardo di copie, rendendo J.K. Rowling una tra le scrittrici più redditizie di sempre. Ma – c’è da ammetterlo – non sarebbe stato possibile grazie alla trasposizione cinematografica. Se con la saga letteraria J.K Rowling aveva gettato le basi per una nuova avventura all’insegna della magia, la versione sul grande schermo ne aveva dato corpo, voce e colori, delineando visivamente quell’incredibile universo narrativo. La londinese casa a schiera situata presso 4 Privet Drive, pittoresca Diagon Alley, la Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts: non erano più non-luoghi, ma tappe obbligatorie della nostra infanzia. E, soprattutto, della nostra crescita.

 

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Anche i personaggi, finalmente, avevano un volto: quelli di Daniel Radcliffe, Emma Watson e Rupert Grint, nei rispettivi panni di Harry Potter, Hermione Granger e Ron Waesley. Attraverso le loro vicende, che li hanno visti frapporsi a difficoltà via via crescenti, fino al confronto decisivo con il Signore Oscuro, sono evoluti. E, durante il percorso, hanno scoperto e condiviso i valori di lealtà, amicizia, coraggio, amore: le vere forze motrici che racchiudono l’essenza della vita. Hanno accompagnato per mano gli spettatori, attraverso una progressiva maturazione, crescendo di fatto insieme a loro. Ma, come qualsiasi storia, anche quella di Harry Potter è giunta ormai a una degna conclusione, impreziosita da un saluto speciale di J.K. Rowling nell’ultimo capitolo letterario: “E a te, se sei rimasto con Harry fin proprio la fine.

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Lorenzo Cosimi

Cinema e tv

Romano, dopo la laurea triennale in Dams presso l’Università degli Studi Roma Tre, si è poi specializzato in Media, comunicazione digitale e giornalismo alla Sapienza. Ha conseguito il titolo con lode, grazie a una tesi in Teorie del cinema e dell’audiovisivo sulle diverse modalità rappresentative di serial killer realmente esistiti. Appassionato di cinema, con una predilezione per l’horror nelle sue molteplici sfaccettature, è alla ricerca costante di film e serie tv da aggiungere all’interminabile lista dei “must”. Si dedica alla produzione seriale televisiva con incursioni sui social.

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