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Muri alle frontiere dell’Unione, Bruxelles chiude gli occhi: “Fateli ma non coi nostri soldi”

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Ogni giorno che passa si fa sempre più grave la situazione dei migranti al confine fra Bielorussia e Polonia, che di fatto è anche una delle frontiere orientali dell’Unione europea. Se fino a una decina di giorni fa si parlava di centinaia di persone, adesso sono migliaia i profughi provenienti da Siria, Iraq e Afghanistan ammassati a pochi passi dal muro di filo spinato eretto a barriera fra i due paesi.

Presi tra due fuochi e usati come arma

Uomini, donne e bambini, famiglie intere, chiedono di entrare nell’Unione europea e sono spinti a farlo dalla pressione delle autorità bielorusse. Al tempo stesso la polizia di Varsavia presidia il confine pronta a respingere in ogni modo chiunque tenti di passare. La Polonia costruirà da dicembre un muro anti migranti. Oggi 16 novembre i militari polacchi hanno lanciato gas lacrimogeni in risposta al lancio di sassi da parte dei migranti. Secondo la ricostruzione della polizia polacca, un gruppo di migranti ha tentato di forzare la frontiera fra Polonia e Bielorussia al valico di Kuznice gettando pietre e bottiglie. La Bielorussia – è l’accusa – avrebbe munito i migranti degli oggetti usati durante gli scontri.

Mattarella: “Follia quanto accade nell’Unione

Molte persone, compresi bambini in tenera età, che ormai vivono nei boschi al confine fra Bielorussia e Polonia. Sono accampati alla meglio, al freddo, senza alcuna speranza di una vita normale, bloccati fra il non poter andare avanti e l’impossibilità di tornare indietro. In un contesto come questo si è levata la voce del Presidente italiano, Sergio Mattarella. “È sorprendente – ha detto – il divario tra i grandi principi proclamati e il non tener conto della fame e del freddo cui sono esposte le persone ai confini della Ue”. Più in generale per il Capo dello Stato, “è sconcertante quanto avviene in più luoghi ai confini dell’Unione“.

La Ue si chiude: 6,4 miliardi per le frontiere

Il Parlamento europeo e il Consiglio Ue hanno dato intanto il via libera al bilancio comune per il 2022. La Commissione europea ha proposto e ottenuto di aumentare il Fondo per la gestione integrata delle frontiere (Ibmf). E di destinare 25 milioni di euro alla crisi migratoria ai confini con la Bielorussia per sostenere gli Stati membri. Dei 6,4 miliardi di euro del bilancio dell’Unione (2021-2027) per la gestione delle frontiere, alla Polonia sono destinati 114,5 milioni. All’Ungheria arriveranno 80 milioni. “La posizione della Commissione europea – ha però precisato il portavoce dell’Esecutivo comunitario, Eric Mamerè che i fondi Ue non debbano essere usati per costruire i muri, che non vuol dire che le barriere fisiche non devono essere costruite“.

Papa Francesco e i “segni di speranza

Sull’annuncio della Polonia relativo alla costruzione di un muro al confini dell’Unione con la Bielorussia è intervenuto Papa Francesco. “La storia in questi ultimi decenni ha dato segni di un ritorno al passato – ha affermato – i conflitti si riaccendono in diverse parti del mondo. Nazionalismi e populismi si riaffacciano a diverse latitudini, la costruzione di muri e il ritorno dei migranti in luoghi non sicuri appaiono come l’unica soluzione di cui i governi siano capaci per gestire la mobilità umana. In questi quaranta anni e in questo deserto, tuttavia, ci sono stati segni di speranza che ci permettono di poter sognare di camminare insieme come un popolo nuovo verso un noi sempre più grande”.

LEGGI ANCHE: Bielorussia, la Lettonia alza un muro contro i migranti ai confini della Ue

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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