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4 novembre, Mattarella: “Il pensiero dell’Italia a tutte le vittime delle guerre”

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Si celebra oggi 4 novembre il Giorno dell’Unità nazionale e la Giornata delle Forze Armate. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, deporrà una corona sulla Tomba del Milite Ignoto all’Altare della Patria di Roma. Alla cerimonia parteciperà anche il Presidente del Consiglio, Mario Draghi.

Il messaggio del Capo dello Stato

In un messaggio a Lorenzo Guerini, ministro della Difesa, Mattarella ha sottolinea come “in questo giorno il pensiero va a quanti hanno sofferto“. E lo hanno fatto “sino all’estremo sacrificio, per lasciare alle giovani generazioni un’Italia unita, indipendente, libera, democratica.” L’intero popolo italiano, scrive il Capo dello Stato, “guarda con sentimenti di commozione a tutte le vittime delle guerre. La loro memoria rappresenta il più profondo e sincero stimolo ad adempiere ai doveri di cittadini italiani ed europei.”

Il 4 novembre e il Milite Ignoto

Nel 1922 il 4 novembre divenne Festa nazionale, Giorno dell’Unità nazionale e Giornata delle Forze armate. Ma un anno prima – esattamente cento anni fa – alla fine di ottobre, un treno speciale, riccamente adornato e vegliato giorno e notte, partì da Aquileia, in Friuli, direzione Roma. Viaggiò per una settimana, fermandosi in molte stazioni, salutato ogni volta da una folla di popolo. Trasportava la salma di un soldato italiano senza nome caduto nella prima guerra mondiale: nacque così il Milite Ignoto.

Il docufilm su Maria Bergamas

Arrivato a Roma, il feretro del soldato senza nome – simbolo di tutti i caduti italiani nella Grande Guerra 1915-1918, 650mila soldati – fu sepolto nel giorno del 4 novembre al Vittoriano (il monumento nazionale a re Vittorio Emanuele II, detto anche Altare della Patria). Ad Aquileia la salma del soldato senza nome era stata scelta da Maria Bergamas, una madre in rappresentanza di tutte le madri italiane che avevano perso un figlio in battaglia e alle quali non erano state restituite le spoglie. A lei è dedicata, stasera, il docu-film La scelta di Maria, in prima serata su Rai1.

Mattarella è stato anche a Redipuglia

Ieri 3 novembre Mattarella, era giunto al Sacrario militare di Redipuglia (Gorizia) alla vigilia delle celebrazioni del 4 novembre. Il sacrario del paese di Redipuglia, edificato in epoca fascista (1938) conserva le salme di oltre 100mila soldati italiani morti nella Grande Guerra. Ad accoglierlo, tra gli altri, il ministro della Difesa Lorenzo Guerini e il generale di divisione Gualtiero Mauro De Cicco. Presenti anche la ministra delle Politiche Giovanili, Fabiana Dadone, e il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga.

Quel 4 novembre 1918

La guerra contro ‘Austria-Ungheria (…) è vinta (…) I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo risalgono in disordine e senza speranza le valli che avevano discese con orgogliosa sicurezza“. Così recitava il bollettino di guerra n° 1268, il bollettino della vittoria, che a mezzogiorno del 4 novembre 1918, il generale Armando Diaz, comandante supremo dell’Esercito italiano, aveva firmato e reso noto. La guerra era finita (la sera prima era stato siglato l’armistizio), l’Italia aveva vinto, “l’Esercito austro-ungarico è annientato“.

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Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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