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Tennis, Sinner si arrende allo show di Tiafoe. Berrettini rinuncia a Bercy

Due tornei separano l'Italia da un possibile doppio record alle Finals: la seconda partecipazione di Matteo e con Jannik per la prima volta due azzurri tra i Maestri

Il cammino del tennis italiano in una stagione comunque già trionfale si compirà grazie ai suoi protagonisti assoluti Berrettini e Sinner nel finale di stagione in cui entrambi vogliono ancora dire la loro.

Il numero 1 azzurro lo ha annunciato a tutti i tifosi nella giornata di ieri tramite una Instagram Stories (nella foto a sinistra).
Uno stop precauzionale – gli infortuni hanno tormentato le sue prestazioni più degli avversari – dopo la faticosissima partita persa al tie-break del terzo set contro il baby fenomeno spagnolo Carlos Alcaraz nei quarti a Vienna. Questa volta è il collo dolorante e per evitare che si aggravi ha deciso di rinunciare al torneo di Parigi Bercy.

Sicuramente con rammarico essendo anche quello francese un campo indoor veloce, superficie su cui Matteo Berrettini si candida sempre ad un ruolo da protagonista. L’obiettivo è su tutti essere al meglio proprio all’appuntamento delle Atp Finals che quest’anno per la prima volta nella storia si terranno a Torino, dal 14 al 21 novembre. Due settimane di allenamenti mirati per arrivare al meglio all’atto finale di questo 2021 straordinario che Matteo ha contribuito a scrivere da n.7 del mondo (nella Race addirittura n.6!).

 

Atp Finals: una certezza per Berrettini, un obiettivo (più vicino) per Sinner

A Vienna il secondo dispiacere dopo l’uscita di Berrettini ai quarti arriva in semifinale da Sinner. Ieri dopo una partita dominata fino al 5 a 3 e servizio contro Tiafoe, e che poteva chiudere portando punti in più alla sua classifica, l’altoatesino si è spento. Almeno all’apparenza, perché una spiegazione l’ha fornita poi nel post-gara: “fin dall’inizio, al cambio campo commentava (Tiafoe n.d.r.) il mio servizio. Io non ho risposto. Forse devo imparare a fronteggiare diversamente questi atteggiamenti, magari dovevo parlare. Non so, di sicuro mi ha tirato addosso tre volte, si è buttato in terra quando ho fatto punto, il “cinque” al pubblico… Francamente troppo“.

E’ evidente che Jannik non ama i comportamenti eccessivi e forse si distrae un po’ troppo nell’osservarli e che dimostra sempre calma e maturità: “Io non sono uno che ha reazioni eccessive, che spacca racchette. Le racchette sono il nostro strumento di lavoro, una volta che le rompi poi con cosa giochi? E poi non sarebbe rispettoso, perché ci sono persone che una racchetta non se la possono nemmeno permettere“.

Ora il penultimo impegno della stagione prima di Torino (Jannik per far punti è iscritto anche a Stoccolma per distanziare Ruud, Hurkacz e Norrie ancora numericamente in corsa) in terra di Francia, in cui l’altoatesino sarà testa di serie n.8, visto il forfait di Berrettini e Nadal, lui che quindi da lunedì entra in top-ten. A Bercy torna Novak Djokovic, che rientra dalla delusione del mancato Gran Slam e anche per mettere in sicurezza la testa del ranking dall’attacco del più temibile della nuova generazione: Daniil Medvedev, vincitore dello US Open proprio a spese del serbo e che l’anno scorso vinse sia l’ultimo Mille che il torneo dei Maestri finale.

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Ettore Mastai

Redazione interna - Esteri, Economia, Arte, Sport

Giornalista professionista specializzato in politica estera ed economia. Si è laureato con lode nel 2007 con una tesi sulla rivoluzione Khomeinista. Negli anni dell'università ha coltivato la sua passione per la scrittura sportiva e per i temi del gambling. Per l'agenzia di stampa nazionale AGV News-Il Velino ha curato la sezione di Giochi e Scommesse e di Ippica e dintorni. Spesso si è occupato anche di politica nazionale in relazione ai suoi campi di azione giornalistica.

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