Una ricerca scientifica italiana ha analizzato l’efficacia degli anticorpi contro il Coronavirus e la durata nel tempo della protezione dall’infezione di Sars-CoV-2. I risultati dello studio giungono nelle ore in cui il ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli, è in isolamento. Lo ha comunicato lui stesso. L’esponente del Governo Draghi ha avuto un ‘contatto stretto’ con una persona positiva al Coronavirus.
Gli scienziati hanno raccolto i dati di 2.179 operatori dell’ospedale Niguarda di Milano, che hanno partecipato allo studio clinico Renaissance. Risulta che a sei mesi dal completamento del ciclo vaccinale, gli anticorpi continuano a essere presenti nei corpi dei vaccinati. Nonostante il calo fisiologico nel numero degli anticorpi stessi, solo lo 0,4% dei vaccinati ha contratto il virus. Di questi 9 su 10 in modo asintomatico. Si tratta del primo studio del genere avviato in Italia e uno tra i più ampi europei in termini di casistica, spiega una nota del Niguarda. I partecipanti hanno completato il ciclo vaccinale tra gennaio e febbraio 2021, con vaccino Comirnaty di Pfizer/BioNTech.
“Con le prime due analisi, cioè dopo 14 giorni e 3 mesi dalla vaccinazione, avevamo osservato una risposta anticorpale in circa il 99% dei vaccinati“, ha commentato Francesco Scaglione, direttore del laboratorio di Analisi chimiche e Microbiologia del Niguarda. Gli studi sierologici a distanza di 6 mesi confermano che nella stessa percentuale vi è una buona presenza di anticorpi in circolo. Tra i pochi (1%) che invece non mostrano una risposta rilevabile vi sono anche soggetti con condizione clinica di immunodepressione. Nei 6 mesi il titolo anticorpale medio è naturalmente sceso, prosegue la ricerca. In particolare, la curva di riduzione è stata più netta e veloce nei primi 3 mesi (tra i 14 giorni e i 3 mesi il calo è stato di circa il 70%) e più lenta e graduale nel periodo successivo (circa il 45%). L’86% del campione studiato possiede comunque, a 6 mesi dalla vaccinazione, una buona protezione al virus.
Vaccinarsi resta in ogni caso il primo rimedio nella lotta alla pandemia. Le Regione Piemonte ha addirittura chiesto alle Asl di convocare i 158mila over 60 non ancora vaccinati. È l’indicazione emersa dalla riunione d ieri 27 settembre con l’Unità di crisi della, alla presenza del governatore Alberto Cirio. In sostanza, come ulteriore tentativo per convincere gli indecisi, la Regione ha dato indicazione alle Asl di competenza di inviare a ciascuno di loro una lettera a casa, con una prenotazione (data, ora e luogo) per essere vaccinati. Il tutto specificando che, pur non esistendo un obbligo, la vaccinazione rappresenta uno strumento di prevenzione fondamentale.
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