Un’inchiesta internazionale condotta dal Washington Post e da altre 16 testate nel mondo sta svelando un segreto inconfessabile. I telefoni cellulari di centinaia di giornalisti, attivisti, politici e manager sarebbero stati costantemente spiati, almeno dal 2016, da governi autoritari di varie parti del mondo attraverso un software ad alta tecnologia. Il programma informatico utilizzato illegalmente, dell’israeliana NSO Group, si chiama Pegasus: è nato per consentire ai governi di seguire a distanza terroristi e criminali.
L’indagine giornalistica, alla quale ha partecipato anche il quotidiano britannico The Guardian, rivela che anche giornalisti e attivisti sono finiti del mirino di governi non democratici. A utilizzare il software Pegasus sarebbero stati, fra gli altri, l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti. Ma anche Azerbaigian, Bahrain, Kazakistan, Messico, Marocco, Ruanda e India. L’Arabia, in particolare, avrebbe monitorato le conversazioni sui cellulari di alcune persone vicine a Jamal Khashoggi. Si tratta del giornalista saudita del Washington Post ucciso in circostanze oscure in Turchia nel 2018, della cui morte la Cia ha accusato il principe ereditario saudita Mohammad bin Salman, in qualità di mandante. Anche il governo ungherese di Victor Orban avrebbe usato la tecnologia sviluppata dall’israeliana NSO nell’ambito della sua battaglia contro i media. Secondo le accuse dell’inchiesta internazionale, Orban avrebbe preso di mira soprattutto i giornalisti investigativi ma anche il ristretto circolo di manager dei media indipendenti ungheresi.
La lista dei telefonini spiati apparsa nell’ambito dell’inchiesta su Pegasus include più di 50mila numeri telefonici. Fra i quali quelli di diversi capi di Stato e premier. Sarebbero invece almeno 180 i giornalisti finiti nella ragnatela di Pegasus. Nell’elenco, datato 2016, appaiono reporter di varie testate fra le quali Cnn, New York Times, Wall Street Journal, Financial Times, Voice of America e Al Jazeera. Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, fra i telefoni spiati quello di Bradley Hope, giornalista statunitense che lavorava al Wall Street Journal. Ma anche quelli di Siddharth Varadarajan e Paranjoy Guha Thakurta, reporter indiani del sito Wire.
Pegasus è un software concepito per aggirare le difese degli iPhone e degli smartphone Android. Gli attacchi lasciano pochissime tracce. Le tradizionali misure – password ordinarie e complesse – sono scarsamente utili. Lo spyware può insinuarsi rubando foto, registrazioni, dati relativi alla localizzazione, telefonate, password, registri di chiamata, post pubblicati sui social. Il programma può anche attivare telecamera e microfono dello smartphone.
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