Un monito all’Italia forse presa da troppa euforia per la pioggia di finanziamenti del piano europeo Next generation Eu che sono in arrivo. Lo lancia il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco. “Bisogna essere preparati ai cambiamenti di cui abbiamo contezza e pronti per rispondere agli eventi e sviluppi inattesi”. L’appello è contenuto nelle Considerazioni Finali della Relazione Annuale sul 2020 di Palazzo Koch, rese note oggi 31 maggio.
“Verrà meno lo stimolo, in parte artificiale, che oggi proviene da politiche macroeconomiche straordinarie ed eccezionali – dice il governatore sulla situazione produttiva nell’era del Covid -. Cesseranno quindi il blocco dei licenziamenti, le garanzie dello Stato sui prestiti, le moratorie sui debiti. E andrà ridotto il fardello del debito pubblico sull’economia.” Per Visco il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) è una “formidabile sfida” alla quale devono “partecipare con convinzione famiglie e imprese”. Anche per proteggere i più deboli e tenendo “chiari i costi da sopportare e progressivamente ridurre”.
“Nella media dell’anno – sottolinea il governatore – l’espansione del Pil potrebbe superare il 4%”. Secondo Visco, in particolare, “una ripresa robusta della domanda nella seconda metà di quest’anno è quindi possibile. Ne sono condizione il proseguimento delle favorevoli prospettive connesse con la campagna vaccinale e il buon avvio del Pnrr”. Tuttavia, superata l’emergenza, “sarà necessario mantenere il sostegno a chi perde il lavoro”. “Andranno corrette le importanti debolezze nel disegno e nella copertura della rete di protezione sociale che permangono nonostante le riforme degli ultimi anni. La pandemia le ha rese manifeste, richiedendo l’adozione di interventi straordinari”.
L’allarme, infine, arriva su un punto preciso. La situazione delle banche più piccole. Le quali presentano “debolezze strutturali” e che ora con “urgenza” devono “rivedano i propri modelli di attività”. Nelle considerazioni finali Visco indica, quali azioni, “la stipula di accordi commerciali con altri operatori, la creazione di consorzi e, non ultime, operazioni di aggregazione” per tali istituti. I quali sono peraltro quelli con una maggiore incidenza di crediti sotto moratoria. Situazione diversa per gli istituti maggiori significativi che oramai sono in linea per patrimonializzazione e qualità dei prestiti con gli atri Paesi.
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