Storie e Personaggi

Giornata dei Musei 2021: ora la sfida è reinventarsi nell’era post-Covid

La pandemia offre l'opportunità di cambiare l'approccio con la fruizione dell'arte

La crisi che è seguita all’esplosione della pandemia del Covid-19 ha sconvolto il mondo intero in maniera probabilmente irreversibile. Ogni aspetto della nostra vita ne è rimasto coinvolto. Dalle relazioni con le persone che amiamo, al modo in cui ora percepiamo le nostre case e le nostre città. Ma anche il nostro lavoro e la nostra organizzazione di vita quotidiana. Cambiano le vacanze estive, e, prima ancora, le uscite nei locali, ai ristoranti, nei cinema, nei teatri e nei musei. Sì, perché i musei, di cui oggi 18 maggio si celebra la Giornata Internazionale, non si sono potuti sottrarre a questi cambiamenti. E il settore culturale è stato tra i più colpiti.

Verso una maggiore digitalizzazione

Le ripercussioni economiche, sociali e psicologiche a breve e lungo termine sono pesanti. Ma questa crisi è anche servita quale catalizzatore per promuovere innovazioni fondamentali già in atto. In modo particolare la maggiore attenzione alla digitalizzazione. Così come la creazione di nuove forme di esperienze e di divulgazione culturale. È un momento cruciale per i musei e per la nostra società.

I musei attori del cambiamento

È il momento, cioè, di ripensare la nostra relazione con le comunità di cui siamo al servizio. Compresa la comunità culturale. Se le classiche visite, e in qualche caso, gli assembramenti nelle sale museali più celebri, sono ormai impossibili, da qualche parte la vita culturale delle opere d’arte in rapporto col pubblico deve ripartire. Occorre sperimentare altri modelli di esperienza e riaffermare con forza il valore essenziale dei musei nella costruzione di un futuro equo e sostenibile.

La crisi in Italia

In Italia, nel corso del terribile 2020, l’anno del Covid senza vaccini, il maggiore calo dei visitatori di mostre, esposizioni e istituzioni, pari al 100%, si è registrato ad aprile. Fu quello il mese segnato dal lockdown (insieme alla seconda metà di marzo). Da luglio è iniziato un trend di risalita, grazie alle parziali riaperture, che ad agosto ha portato la percentuale (di calo) a poco più della metà dei visitatori dell’anno precedente (il 2019). Ma la nuova ondata di contagi di ottobre e le nuove misure hanno fatto risalire la percentuale di calo dei visitatori fino al 94,8% del dicembre scorso.

L’International Museum Day

Con il tema Il futuro dei musei: rigenerarsi e reinventarsi, l’International Museum Day 2021 (IMD 2021) invita i professionisti del settore e le loro comunità a sviluppare, immaginare e condividere nuove pratiche di creazione di valori. Ciò significa nuovi modelli commerciali per le istituzioni culturali. Ma anche e soprattutto soluzioni innovative per le sfide sociali, economiche e ambientali del presente. Già dal 2018 l’International Council of Museums (Icom) ha promosso un Gruppo di lavoro sulla sostenibilità. Obiettivo: inserire gli Obiettivi per lo Siluppo Sostenibile (SDGs) e l’Accordo di Parigi nell’agenda delle proprie attività. Incluso l’International Museum Day, e a supportare i propri membri nel contribuire in maniera costruttiva a perseguirli.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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