Foto Twitter / @MinisteroDifesa
Si celebra oggi domenica 25 aprile, il 76° anniversario della Liberazione dell’Italia dai nazifascisti. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il presidente del Consiglio Mario Draghi si sono recati al mattino all’Altare della Patria. Alle 10.30 visita al Museo storico della Liberazione (via Torquato Tasso 145), in cui è previsto un intervento del premier. Alle 12.10 cerimonia al Quirinale alla presenza del Capo dello Stato.
Anche quest’anno è un 25 Aprile senza i tradizionali cortei: per la seconda volta, le celebrazioni per la Festa della Liberazione sono inevitabilmente condizionate dalla pandemia. Fra le iniziative promosse nel nostro Paese c’è quella di un fiore per i partigiani da deporre in contemporanea nelle strade delle città italiane davanti alle targhe dedicate ad antifascisti. Come anche una “staffetta della Liberazione” con una diretta sulla pagina Facebook dell’Anpi. Con letture, musica, incontri, presentazioni di libri e testimonianze partigiane. Si svolge a partire dalle 10:15. Tanti gli ospiti tra cui Gianfranco Pagliarulo, Dacia Maraini, Giuliano Montaldo, Eugenio Finardi, Laura Gnocchi, Gad Lerner. Ma anche Francesco Filippi, Chiara Colombini, Marta Cuscunà. Anche a Casa Cervi, uno dei luoghi dal più alto valore simbolico della Resistenza Italiana, nella pianura reggiana, a Gattatico, ci sarà una diretta streaming dalle 11 alle 19. Fra gli ospiti il presidente del Consiglio Mario Draghi.
Da Sergio Mattarella è arrivato un messaggio per la festa della Liberazione. “Il difficile momento che stiamo vivendo limita le modalità di celebrazione – afferma il presidente della Repubblica in un messaggio alle associazioni combattentistiche -. Ma desidero con uguale intensità, in questo 25 aprile, festa della libertà di tutti gli italiani, ricordare il sacrificio di migliaia di connazionali che hanno lottato nelle fila della Resistenza e combattuto nelle truppe del Corpo italiano di liberazione. Di quanti furono deportati, internati, sterminati nei campi di concentramento. E delle donne e degli uomini di ogni ceto ed estrazione che non hanno fatto mancare il loro sostegno, pagando spesso duramente la loro scelta”.
Per il capo dello Stato “ora più che mai è necessario rimanere uniti in uno sforzo congiunto che ci permetta di rendere sempre più forti. E riaffermare i valori e gli ideali che sono alla base del nostro vivere civile.” Ovvero “quel filo conduttore che, dal Risorgimento alla Resistenza, ha portato alla rinascita dell’Italia. “Nell’onorare il ricordo di quanti sono stati protagonisti della conquista della libertà e della democrazia, rivolgo ai rappresentanti delle forze armate, delle associazioni combattentistiche, d’arma e partigiane, il saluto di tutti gli italiani. Riconoscenti per l’instancabile opera volta a mantenere vivi gli ideali di abnegazione, spirito di sacrificio e democrazia simboleggiati dal tricolore. Viva la Liberazione, viva la Repubblica”.
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