L’Agenzia europea del farmaco (Ema) ha riconosciuto “possibili” legami di causa-effetto tra il vaccino di Johnson & Johnson e gli eventi “molto rari” di trombosi cerebrale. Si tratta di fatti accaduti negli Stati Uniti. Il parere dell’Ema è stato reso noto oggi 20 aprile in una nota dell’Agenzia. Nella quale, però, subito si precisa che: “i benefici superano i rischi”.
L’Ema evidenzia che nella somministrazione di Janssen – il vaccino della casa farmaceutica Johnson & Johnson – “i benefici superano i rischi”: significa che lente regolatore non pone limitazioni particolari all’uso del siero. Tutti gli eventi rari di trombosi cerebrale, spiega Ema, “si sono verificati in persone di età inferiore a 60 anni”. Ed “entro tre settimane dalla vaccinazione” effettuata con il siero di Johnson & Johnson. “La maggioranza (dei casi di trombosi, ndr.) si è verificata nelle donne. Sulla base delle prove attualmente disponibili, i fattori di rischio specifici non sono stati confermati“, scrive l’Agenzia europea del farmaco.
Adesso è pressoché certo che in Europa e in Italia la campagna vaccinale proseguirà senza escludere il vaccino Johnson & Johnson. Il monodose statunitense permetterebbe un’altra accelerazione alla campagna proprio nel nostro Paese, dove ci si sta concentrando sugli over 60, e sugli ultrasettantenni in particolare. Oltre il 54% degli over 70 ha ricevuto almeno una dose, secondo i dati del ministero della Salute.
Il comitato per la sicurezza dell’Agenzia europea del farmaco ha concluso che alle informazioni del “bugiardino” sul prodotto della Johnson &Johnson, “dovrebbe essere aggiunto un avvertimento su coaguli di sangue insoliti con piastrine basse. Inoltre gli eventi dovrebbero essere elencati come effetti collaterali molto rari del vaccino”. “I casi di eventi rari esaminati dopo il vaccino della J&J sono molto simili ai casi verificatisi con il vaccino Covid-19 sviluppato da AstraZeneca”.
Il sì dell’Ema a Johnson&Johnson è una notizia positiva perché “accelera2 ulteriormente la campagna di vaccinazione anti-Covid in Europa. “Il nostro target è che dovremmo essere in grado di vaccinare più del 70% degli adulti entro metà luglio”. Lo ha detto il commissario Ue al mercato interno Thierry Breton a SkyTg24, sottolineando che “abbiamo recuperato il ritardo” dell’inizio della campagna.
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