Il valore dell’indice Rt nazionale, che la scorsa settimana era a 1,08, scende ora a 0,98, sotto la soglia d’allarme di 1. Ma non è il momento di abbassare la guardia. Anzi. La pandemia di Covid continua a correre e in 14 regioni le terapie intensive sono sopra la soglia critica. Questi i dati dell’Istituto superiore di sanità nel monitoraggio settimanale della Cabina di regia, oggi 2 aprile.
Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale è complessivamente in aumento e sopra la soglia critica del 30%. È adesso pari al 41% contro il 39% della scorsa settimana. L’incidenza dei contagi da coronavirus si attesta invece a 232 casi ogni 100mila abitanti contro i 240 della scorsa settimana.
Sono 23.649 i nuovi casi di coronavirus registrati in Italia il 1 aprile, e 501 sono le vittime. I tamponi effettuati nelle 24 ore precedenti sono stati 356.085 (molecolari e antigenici). Il tasso di positività è del 6,6%, in calo dello 0,2% rispetto al giorno precedente. Sono 3.681 i pazienti ricoverati in terapia intensiva, 29 meno del 31 marzo, mentre gli ingressi giornalieri in rianimazione, secondo i dati del ministero della Salute, sono 244. Nei reparti ordinari sono invece ricoverate 28.949 persone, in calo di 231 unità.
I dati, che Iss e ministero della Salute stanno esaminando, dovrebbero portare dalla prossima settimana al cambio di colore di alcune Regioni. In base alle anticipazione delle agenzie di stampa, Veneto, Marche e la provincia autonoma di Trento vanno verso l’arancione. La Campania invece resta “rossa”. Sarebbero smentite, dunque, le ipotesi di un possibile cambio di colore per Napoli e tutto il territorio regionale.
Complessivamente il rischio epidemico si mantiene a livelli elevati con sei regioni (Calabria, Emilia-Romagna, Liguria, Puglia, Toscana e Veneto) che hanno un livello di rischio alto. Tredici regioni hanno una classificazione di rischio moderato (di cui sette ad alta probabilità di progressione a rischio alto nelle prossime settimane). Una regione (Basilicata) e una Provincia Autonoma (Bolzano) hanno una classificazione di rischio basso.
Il Consiglio di Stato ha intanto confermato l’obbligo di mascherina a scuola anche per i bambini di meno di 12 anni. Così i magistrati hanno respinto l’istanza cautelare di un gruppo di genitori i cui figli non avevano alcun problema di salute e non soffrivano di problemi respiratori.
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