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Sci, a Sofia Goggia la Coppa del Mondo. America’s Cup: Luna Rossa ko ma a testa alta

Un trionfo e una sconfitta per l'Italia del grande sport

“Avrei voluto giocarmela in pista, ma comunque è stata una vittoria schiacciante, il peggior risultato è stato un secondo posto.” Così l’olimpionica azzurra Sofia Goggia in una conferenza stampa online dopo aver conquistato la coppa del mondo di discesa libera. “È il premio per una stagione magistrale”.

Il premio dopo l’infortunio

Un risarcimento dopo l’infortunio prima dei Mondiali? “La volontà messa in campo nelle ultime settimane mi ha aiutato. Non ho mai avuto paura di seguire quello che avevo dentro. È stato impressionate il recupero che ho avuto, ma chi mi conosce non si impressiona”. La vittoria della Goggia, 28 anni, bergamasca, è arrivata dopo che la Federazione internazionale di sci ha dovuto prendere atto oggi che – a causa del maltempo – sarebbe stato impossibile far disputare nella stessa giornata prove e gare per uomini e donne. Negli ultimi due giorni c’erano già stati – per neve e vento – gli annullamenti delle prove.

I numeri di Sofia

Sofia ha vinto con 480 punti, il risultato di quattro vittorie e un secondo posto. L’azzurra si era infortunata il 31 gennaio scorso e, nei giorni scorsi, aveva comunque deciso di presentarsi a Lenzerheide. La Coppa uomini, la quarta consecutiva, è stata invece vinta dallo svizzero Beat Feuz. Domani 18 marzo alle finali, con previsioni meteo in miglioramento, sarà la volta di due SuperG.

“Sveglia alle 5…”

“La mia sveglia oggi era alle 5,10, perché avremmo dovuto fare prove e gara, alternandoci con i maschi, quindi alle 5,30 ero a fare i mie esercizi di attivazione, pronta a correre, ma il tempo è stato avverso e ha reso impraticabile la discesa – ha detto la Goggia a radio Rtl 102.5 -. Sono molto contenta, è la mia seconda Coppa di specialità e penso di essermela molto meritata. Alla fine, su cinque discese disputate, ne ho vinte quattro”. Lo ha detto Sofia Goggia, che questa mattina si è vista assegnare la Coppa del mondo della discesa libera di sci. “Adesso farò una settimana di festeggiamenti e di riposo – ha concluso -. Dal 5 al 25 aprile conto di sciare per 20 giorni in modo da continuare un lavoro tecnico in vista della prossima stagione”.

Luna Rossa non ce l’ha fatta

Per un trionfo nello sci l’Italia deve accontentarsi di capitolare con onore nella vela. Team New Zealand ha infatti ottenuto ad Auckland il settimo punto nella finale contro Luna Rossa. E si è aggiudicato la 36ª America’s Cup di vela, bissando il successo conquistato a Bermuda nel 2017 contro gli statunitensi di Oracle. L’equipaggio “kiwi”, nella 10ª regata disputata oggi 17 marzo, ha chiuso la serie sul 7-3 a proprio favore. Di 46 secondi sul traguardo il distacco che New Zealand ha inflitto a Luna Rossa, che esce comunque a testa alta dalla finale, sebbene sconfitta.

Bruni: “Ci riproveremo”

“È stata davvero un’esperienza fantastica, complimenti a New Zealand per il lavoro eccezionale. Complimenti anche a noi – è il commento a caldo di Francesco Bruni, timoniere di Luna Rossa -. Abbiamo dimostrato che possiamo farcela. Siamo stati un po’ sfortunati negli ultimi giorni, ma abbiamo svolto un ottimo lavoro. Questa non è una fine, Bertelli e Luna Rossa ci riproveranno. Sono felice per questa esperienza. Grazie Italia per il supporto”.

 

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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