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Giorno del Ricordo, Mattarella: “L’orrore delle foibe colpisce le nostre coscienze”

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Oggi 10 febbraio si celebra il Giorno del Ricordo. Come ogni anno si fa memoria di tutte le vittime delle foibe. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, e i presidenti della Camera Roberto Fico e del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, hanno partecipato insieme alle celebrazioni. La cerimonia si è svolta presso l’Aula dei Gruppi parlamentari a Montecitorio (foto).

Crimini contro l’umanità

“Le sofferenze, i lutti, lo sradicamento, l’esodo a cui furono costrette decine di migliaia di famiglie nelle aree del confine orientale, dell’Istria, di Fiume, delle coste dalmate sono iscritti con segno indelebile” ha dichiarato il capo dello Stato riferendosi alla tragedia degli italiani vittime della pulizia etnica dei partigiani della Jugoslavia comunista durante e dopo la seconda guerra mondiale. “I crimini contro l’umanità scatenati in quel conflitto – ha affermato Sergio Mattarella – non si esaurirono con la liberazione dal nazifascismo. Ma proseguirono nella persecuzione e nelle violenze, perpetrate da un altro regime autoritario, quello comunista“. “L’orrore delle foibe colpisce le nostre coscienze”, ha sottolineato il presidente.

Parlamento europeo

Anche il Parlamento europeo ha osservato un minuto di silenzio per ricordare le vittime delle foibe. Lo ha annunciato il presidente dell’Eurocamera David Sassoli aprendo la sessione odierna. “In occasione del ‘Giorno del Ricordo’ che si celebra oggi, vorrei ricordare la memoria degli italiani, di tutte le vittime delle foibe e dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra”, ha detto Sassoli. “Quello che è successo, per molti anni ignorato o addirittura negato, ci impone l’obbligo di tenere viva la memoria – ha aggiunto -. Chi, come noi, difende i valori di pace, giustizia e libertà ha il dovere di rendere onore alle vittime di questa tragedia. La costruzione dell’Europa non è solo una straordinaria risposta politica a quelle persecuzioni ma è anche uno dei motori fondamentali del processo di integrazione tra Paesi democratici“.

Cosa sono le foibe

Vittime delle foibe furono militari e civili italiani dell’Istria, della Dalmazia e del Quarnaro. Il nome “foibe” si riferisce ai grandi inghiottitoi carsici. Lì, in quelle buche profonde, furono gettati molti corpi. Si calcolano in diverse migliaia. Al massacro delle foibe seguì l’esodo giuliano-dalmata, ovvero l’emigrazione più o meno forzata della maggioranza dei cittadini di etnia e di lingua italiana dalla Venezia Giulia, del Quarnaro e dalla Dalmazia. Erano territori del Regno d’Italia occupati dall’Esercito Popolare di Liberazione della Jugoslavia di Tito e successivamente annessi dalla Jugoslavia comunista. Si stima che i giuliani, i quarnerini e i dalmati italiani che emigrarono dalle loro terre verso altre regioni italiane o all’estero siano stati un numero compreso tra le 250mila e le 350mila persone, tra il 1945 e il 1956.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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