“Serve massima prudenza su tutto il territorio nazionale. Non dobbiamo vanificare i progressi delle ultime settimane, risultato dei sacrifici fatti finora. Zona gialla non significa scampato pericolo. Il virus circola e il rischio, anche per via delle varianti, resta alto. Non possiamo scherzare con il fuoco”. Questo l’appello del ministro della Salute, Roberto Speranza, pubblicato su Facebook.
Il monito del ministro arriva nella prima domenica di Italia quasi completamente in zona gialla, come non accadeva da prima del lockdown natalizio. Si sono già verificati, sabato 6 febbraio, assembramenti nelle principali città, con la necessità di interventi dei carabinieri, a Roma, ad esempio. Per “regolare” il movimento delle persone nel centro storico affollato. E impedire il formarsi di luoghi particolarmente affollati, forieri di possibili contagi da Coronavirus.
Sul tema delle misure di sicurezza per bloccare il più possibile la diffusione del virus interviene l’Istituto superiore di sanità (Iss). “Al momento non sono emerse evidenze scientifiche della necessità di cambiare le misure – si spiega -, che rimangono quindi quelle già in uso”. Vale a dire: “Mascherine, distanziamento sociale e igiene delle mani. La possibilità di venire in contatto con una variante del virus deve comunque indurre particolare prudenza e stretta adesione alle misure di protezione”. Lo scrive l’Iss che ha stilato le Faq sul tema varianti. E sui test per individuarle: “Per potere discriminare se un’infezione è determinata da una variante è necessario un test specifico altamente specialistico che è detto sequenziamento“. Un esame in cui si determina “la composizione esatta del genoma del virus”.
Con la maggior parte delle regioni in zona gialla locali e ristoranti registrano il pienone. Complice il sole e il clima mite in alcune zone del Paese, in tanti sono andati a mangiare fuori in questo fine settimana. Un rito atteso dai quasi 7 persone su 10, secondo Coldiretti. La polizia è intervenuta nelle zone della movida contro gli assembramenti. A Roma ma anche a Milano, Venezia e Napoli. Tutte città in cui, in alcuni casi, si è resa necessaria la chiusura al pubblico di alcuni spazi. Per quanto riguarda la capitale, l’assessore alla Sanità del Lazio, Alessio D’Amato lancia “un appello al rispetto del distanziamento e all’utilizzo della mascherina. Altrimenti ci troveremo costretti di nuovo a applicare misure restrittive”.
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