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Governo: Renzi non molla, crisi più vicina. Cosa può accadere adesso

Decisivo il primo Consiglio dei ministri dopo l'Epifania

Il tempo corre. Il nuovo anno è appena cominciato ma le tenaglie della politica si stringono attorno al governo Conte. Nel palazzi del potere si attende che il presidente del Consiglio presenti già il 7 gennaio il pacchetto del Recovery plan per la destinazione dei fondi europei contro le conseguenze della pandemia di Covid. Sarà quello il banco di prova. L’alleato politicamente meno rappresentativo ma più “pesante” in questo momento è Italia Viva di Matteo Renzi (foto in alto). Il gruppo parlamentare e ministeriale che l’ex premier, spinto secondo molti commentatori dal Pd, sta usando come un ariete per mettere alle corde l’esecutivo presieduto dall’avvocato pugliese vicino ai Cinque Stelle.

I punti cruciali

Matteo Renzi ha ribadito in questi giorni a cavallo tra 2020 e 2021 che occorre un cambio di passo netto, altrimenti “sarà una lenta agonia”. E lui non ci sta. La pattuglia renziana ha chiesto una verifica sui temi che ritiene più importanti: Recovery plan, nomine ai servizi segreti, cambio di priorità sull’agenda del governo per i prossimi mesi. Ritiene di non aver ottenuto risposte dal governo e dal premier in particolare. Solo vaghe affermazioni che, dal punto di vista di Italia Viva, non assicurano niente.

Pronti alla sfida in Parlamento

Anzi, il premier ha fatto sapere che se Iv toglierà la fiducia all’esecutivo tramite le dimissioni delle ministre Bellanova (Politiche agricole) e Bonetti (Famiglia), e del sottosegretario Scalfarotto, si andrà alla conta il Parlamento. In un’intervista rilasciata ad Avvenire il 3 gennaio, la ministra per la famiglia, la mantovana Elena Bonetti, 46 anni, ha detto chiaro e tondo: “Conte resta premier se dà risposte. Fare sintesi politica? Sì ma serve prima una condivisione”. Lo stesso Renzi ha sottolineato in queste ore che “se il premier vuole la conta in Aula noi accettiamo la sfida. Ha il documento con le nostre proposte, la partita è nella sue mani”.

Elena Bonetti ministra Italia Viva
La ministra renziana della Famiglia, Elena Bonetti

Gli scenari possibili

Per quanto formalmente non ci sia un’aperta crisi di governo, è chiaro che si tratta di una realtà che fa parte della politica di questi giorni. Sempre più forte e sempre più vicina. Il termine politico “crisi di governo” può avere, tuttavia, molteplici esiti istituzionali. Si va dalle immediate dimissioni del presidente del Consiglio nelle mani del Presidente della Repubblica, alla parlamentarizzazione. Ossia alla verifica del voto in Aula, in una sorta di prova di forza, o successivamente, dopo la ricomposizione della stessa crisi. Per capire cosa succederà occorre aspettare il primo Consiglio dei ministri, che si dovrebbero svolgere nella prima settimana di gennaio. In questo caso il Presidente della Repubblica non entrerebbe mai in scena.

L’ipotesi del rimpasto

In tal caso Conte potrebbe accogliere molte delle richieste dei partiti. A cominciare ovviamente da quelle di Italia Viva. Si farebbe strada l’idea di un rafforzamento della squadra. Si andrebbe quindi a un rimpasto, cioè all’ingresso di nuovi ministri al posto di altri. Il presidente del Consiglio potrebbe essere affiancato da due vicepremier, proprio come lo fu Conte durante il suo primo governo con Di Maio e Salvini. In caso di un rimpasto pesante il Capo dello Stato potrebbe consigliare un nuovo passaggio parlamentare per ottenere una nuova fiducia senza dover però passare da una crisi.

Se Italia Viva esce dall’Esecutivo

Se invece Italia Viva decidesse di uscire dal governo facendo dimettere la compagine ministeriale, per Conte ai aprirebbe la crisi formale. A quel punto il premier dovrebbe salire al Quirinale per rassegnare le dimissioni nelle mani di Mattarella. Il capo dello Stato potrebbe avviare consultazioni proprie. Come spiega sull’Agi Barbara Tedaldi, Italia viva potrebbe ritirare la delegazione ma continuare a sostenere il governo con un appoggio esterno (cosa che però Renzi ha escluso). Oppure potrebbe decidere di far mancare la sua fiducia. In quest’ultimo caso la crisi sarebbe conclamata e si dovrebbero aprire le consultazioni del Presidente della Repubblica.

Conte premier Italia
Il premier Giuseppe Conte

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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