È il Capodanno del 2021 e l’Italia si risveglia nel silenzio della zona rossa a causa dell’emergenza Covid. Non sono mancati i festeggiamenti, anche se molto più contenuti che in passato, date le misure restrittive. E purtroppo non sono mancate le tragedie. Ad Asti un ragazzo di 13 anni ha perso la vita colpito, a quanto sembra, da un petardo. Otto i feriti a Napoli e 5 a Milano. Procede intanto il piano delle vaccinazioni contro il coronavirus, sebbene l’Italia, come tutta Europa, si trovi solo agli inizi della campagna vaccinale. Alla 23.30 del 31 dicembre erano 22.789 i cittadini che avevano assunto il vaccino, quasi tutti medici, infermieri e operatori sanitari.
Sono stati 8 nelle ultime ore i feriti, tra Napoli e provincia, provocati dai botti di Capodanno. Tre sono stati registrati nel capoluogo e cinque nell’hinterland. Nessuno dei feriti è in pericolo di vita, e nessuno è minorenne. Tra loro, una donna colpita al capo da un proiettile vagante e ora ricoverata all’ospedale Cardarelli. Il dato è il più basso da anni nel capoluogo partenopeo. Per il Capodanno 2020 i feriti erano stati 48. Cinque i feriti a Milano. Tra questi, il più grave è un 54enne che ha perso due dita di una mano. Alcuni ragazzi hanno riportato ferite, sempre dovute ai botti, agli zigomi o vicino agli occhi, ma nessuno è grave. Capodanno tragico ad Asti. Un 13enne è morto per le lesioni all’addome causate da un petardo che lo ha colpito al ventre nel campo nomadi di via Guerra dove viveva, secondo TgCom24. Trasportato all’ospedale, è arrivato al Pronto soccorso già in arresto cardiaco e per lui non c’è stato nulla da fare.
A completare il bilancio di fine anno alcune denunce delle forze dell’ordine per “procurato allarme” nei confronti di soggetti sorpresi a sparare con delle scacciacani, e qualche sanzione per la violazione del Dpcm. In netta diminuzione anche gli interventi dei vigili del fuoco: 229 contro i 686 dello scorso anno. La variazione, sottolineano gli stessi vigili del fuoco, è legata alle misure restrittive per fronteggiare la pandemia da coronavirus. Il numero maggiore anche quest’anno nel Lazio 45 (lo scorso anno furono 171), Campania 40, Puglia 24, Veneto 19, Lombardia 18, Sicilia 17, Liguria 16.
Ed è arrivato a quota 22.789 il totale delle vaccinazioni anti-Covid in Italia. Il dato, aggiornato a poco dopo le 23.30 del 31 dicembre, è fornito dal report pubblicato sul sito del Governo, nella sezione del Commissario all’emergenza. Secondo i dati del report si conferma in testa il Lazio con 6.116 somministrazioni. Seguono Campania con 2.204, Lombardia con 2.171, Piemonte con 1.618, Toscana con 1.472, Veneto con 1.461, Puglia con 1.209, Liguria con 1.125. La fascia d’età più vaccinata è quella tra i 50 e i 59 anni, con una netta prevalenza di operatori sanitari e sociosanitari. Per il momento è questa, infatti, la categoria che ha la priorità assoluta: i medici e gli operatori in prima linea. Seguono gli anziani ospiti delle Rsa.
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