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Covid, Conferenza di fine anno di Conte: “Farei subito il vaccino ma aspetterò il mio turno, ora il Recovery Plan”

Il premier sulle vaccinazioni in Italia: primi veri risultati entro la primavera

La tradizionale conferenza stampa di fine anno del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, è cominciata oggi 30 dicembre, con un minuto di silenzio in ricordo delle vittime del Covid. Il 2020 ha portato grandi lutti, oltre a quelli causati da coronavirus. Importanti nella “nostra giovinezza, come Diego Armando Maradona e Paolo Rossi”, ha introdotto la conferenza di fine anno del presidente del Consiglio, il presidente dell’Ordine dei Giornalisti Carlo Verna citando Maradona, Paolo Rossi e Gigi Proietti. E, nel campo del giornalismo, “il nostro maestro Sergio Zavoli e il presidente storico dell’Ordine Gianni Faustini e quello del Friuli”.

Querele-bavaglio

“Sul tema delle querele bavaglio ci sono varie proposte in Parlamento, è opera di trovare una soluzione e da parte del governo c’è piena disponibilità. Dobbiamo far sentire la solidarietà delle istituzioni a quei giornalisti che si ritrovano a lavorare sotto minaccia”, ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, nella conferenza stampa di fine anno con la stampa parlamentare.

Recovery plan

“Oggi è in approvazione la legge di bilancio, anche al Senato – ha detto Conte rispondendo ai cronisti -. Il passaggio urgente è il Recovery plan. Adesso, dopo quella bozza tecnica che ha messo sul piatto gli esiti degli incontri occorre la sintesi politica. È urgente.” Il premier rimarca così il rischio di “andare in ritardo coi fondi dall’Europa.” Un atteggiamento di “critica costruttiva” ci “farà arrivare a una sintesi”. E il riferimento è alle fibrillazioni nella maggioranza, soprattutto da parte dei renziani. Non ci saranno giorni di festa, dunque. La metà di febbraio è il termine indicato dal presidente del Consiglio per rendere effettivo il Recovery plan. “Abbiamo restituito tutti insieme anche l’opposizione, un patrimonio di credibilità per l’Italia“. “Non ci possiamo permettere di disperderlo”, ha dichiarato Conte. Il premier ha quindi annunciato un Consiglio dei ministri al più presto “ai primi di gennaio”.

“Assumersi le responsabilità”

Sviluppo sostenibile, sviluppo digitale e ed economia green sono gli assi che il governo intende far valere in Europa per i fondi del Recovery fund. Ma Conte ha avvisato tutti: “Non possiamo permetterci di galleggiare, non ci chiudiamo in un palazzo, dobbiamo confrontarci nel merito”. Tutti “saremo chiamati ad assumerci le nostre rispettive responsabilità”. “Io non sfido nessuno – ha poi aggiunto Conte con riferimento a Salvini e alle polemiche politiche – ognuno si assumerà le proprie responsabilità“.

Piano vaccinale

Entro gennaio arriveranno oltre 2 milioni di dosi del vaccino, e inoltre ci sarà la distribuzione dei vaccini Moderna. “Io farò il vaccino ma rispetterò le priorità” e quindi, ha sostenuto il premier, occorrerà che siano rispettate tutte le priorità nella somministrazione: prima anziani, medici e strutture ospedaliere, poi gli altri. “L’Italia ha un piano vaccinale senza precedenti“. E il premier ha ringraziato anche “le forze armate e le forze di polizia” mobilitate. I primi risultati, ha sottolineato Conte, si avranno con “10-15 milioni di vaccinati, non prima di aprile, in primavera inoltrata”.

 

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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