Decreto di Natale, Conte: “Preoccupazione per i contagi, misure forti ma garantiamo socialità”

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Il premier Giuseppe Conte ha illustrato in conferenza stampa, nella serata del 18 dicembre, il nuovo decreto legge (non un dpcm come i precedenti) sulle misure restrittive per il periodo natalizio e delle festività fino a gennaio. Consentiti spostamenti, limitati, per andare dai parenti anche nei giorni festivi e prefestivi, ossia nelle giornate di zona rossa in tutto il Paese

“Il virus circola ovunque”

“Il virus circola dappertutto – ha detto Conte -. Fra i nostri esperti c’è forte preoccupazione che la curva dei contagi possa subire un’impennata nei giorni natalizi. Dobbiamo intervenire per rafforzare il regime di misure nelle festività anche in vista della ripresa delle attività a gennaio. Abbiamo adottato un decreto legge e non un Dpcm.” Dal 21 dicembre al 6 gennaio è vietato ogni spostamento fra le regioni. “Ci sono meccanismi di ristoro – ha dichiarato il presidente del Consiglio – da erogare direttamente e in modo efficace”. “In particolare questo decreto legge dispone un immediato ristoro per 645 milioni ai bar costretti a chiudere in queste feste natalizie”. “Ci avviamo al vaccine day: il 27 dicembre, un giorno molto importante. Dovremo attendere i primi mesi dell’anno per le dosi e interverremo con un piano vaccinale. Non abbassiamo la guardia“.

Zona rossa e arancione

L’Italia diventerà tutta zona rossa nei festivi e nei prefestivi durante il periodo di Natale. Si trasformerà temporaneamente in zona arancione nei giorni lavorativi. I giorni in zona rossa sono: il 24, 25, 26, 27 e 31 dicembre 2020, e i giorni 1, 2, 3, 5 e 6 gennaio. “Nei giorni festivi e prefestivi compresi tra il 24 dicembre 2020 e il 6 gennaio 2021 sull’intero territorio nazionale si applicano le misure di cui all’articolo 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 dicembre 2020″, ovvero le regole della zona rossa. “Nei giorni 28, 29, 30 dicembre 2020 e 4 gennaio 2021 si applicano le misure di cui all’articolo 2 del medesimo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 dicembre 2020″, quindi le regole stabilite per le zona arancione.

Spostamenti e coprifuoco

“Durante i giorni festivi e prefestivi compresi tra il 24 dicembre 2020 e il 6 gennaio 2021 lo spostamento verso le abitazioni private è consentito una sola volta al giorno. In un arco temporale compreso fra le ore 5 e le ore 22, verso una sola abitazione ubicata nella medesima regione e nei limiti di due persone“. Si tratta di due persone “ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi, oltre ai minori di anni 14 sui quali tali persone esercitino la potestà genitoriale e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi”. Sono testi che si leggono nella bozza del provvedimento.

Deroghe per i giorni feriali

Nei giorni feriali delle festività – ovvero 28, 29 e 30 dicembre e il 4 gennaio – “sono altresì consentiti gli spostamenti dai comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti e per una distanza non superiore a 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia”. Nella bozza del decreto contenente la stretta non è previsto il coprifuoco anticipato alle 20. Anzi. Si consente la visita a due non conviventi. L’orario da rispettare è fissato “fra le ore 5 e le ore 22”.

Sanzioni per chi non rispetta le regole

Nel testo c’è anche un riferimento alle sanzioni che rimanda a quelle già previste nel decreto del 25 marzo scorso, durante il lockdown. “La violazione delle disposizioni del presente decreto e di quelle del decreto-legge 2 dicembre 2020, n. 158, è sanzionata ai sensi dell’articolo 4 del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19” si legge nel testo della bozza. L’articolo 4 del decreto legge del 25 marzo prevede sanzioni da 400 a 1000 euro per chi trasgredisce le norme.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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