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Il ritorno dell’anello chevalier: la storia e i modelli di un accessorio dal fascino regale

L'anello che si indossa al mignolo è il nuovo accessorio genderless

Il simbolo regale per eccellenza, un gioiello solitamente di famiglia, tramandato di generazione in generazione. L’anello chevalier in francese, signet o pinky ring in inglese, sigillo in italiano, era l’accessorio utilizzato nell’antichità per pressare la cera e siglare le lettere, che identificava casati e famiglie nobili, proprio grazie agli stemmi che li contraddistinguevano. Insomma, una specie di firma certificata dell’aristocrazia. Una moderna pec potremmo dire. Oggi l’anello chevalier è indossato anche da chi nobile non lo è affatto. Star dal calibro di Johnny Depp, David Beckham, Cristiano Ronaldo, Lewis Hamilton, Robert De Niro, Brad Bitt non riescono a farne a meno. Tra i reali chevalier addicted c’è il Principe Carlo d’Inghilterra. Ma anche il gentil sesso non è immune dal fascino del pinky ring, considerato tra i primi accessori genderless della storia.

chevalier Bottega Veneta ph. credits Bottega Veneta

La storia dell’anello chevalier: dagli Egizi al Medioevo

Tra le prime popolazioni a creare una sorta di anello chevalier ci sono gli Egizi. I faraoni spesso indossavano questo monile come emblema di potere. Dobbiamo però arrivare al Medioevo per far sì che questo gioiello si caricasse di significato. In questo periodo chi lo indossava dimostrava davanti a tutti la potenza e l’importanza della propria casata.

Lo Chevalier come sigillo

Altro scopo dell’anello chevalier era quello di convalidare i documenti importanti che venivano bollati imprimendo lo stemma riportato sull’anello sulla ceralacca bollente. In principio questi anelli erano personali, al punto che venivano distrutti alla morte del possessore, poi negli anni successivi si diede il via alla tradizione di tramandarlo di generazione in generazione. È proprio grazie a questa consuetudine che ancora oggi abbiamo la fortuna di ammirare il pregio della fattura di questi gioielli, le incisioni degli stemmi.

L’Anello chevalier un accessorio genderless

Un tempo prerogativa assoluta degli uomini, oggigiorno l’anello chevalier è un accessorio iper femminile. È l’anello perfetto per essere indossato al mignolo. Tra i modelli preferite dalle donne ci sono quelli con gemme preziose, tremendamente chic è quello con i diamanti (per le più fortunate). Lo stemma di famiglia ha lasciato il posto alle iniziali del proprio nome, a cammei o forme animali, Cartier lo ha proposto con la sua classica pantera. Con il tempo questo anello è diventato un segno di distinzione. Realizzato in oro, ha spesso con una pietra dura incastonata, dal lapislazzulo al più costoso zaffiro.

Molto spesso l’anello chevalier è realizzato con pietre colorate per tutti i gusti

Si va dalle gemme preziose, smeraldi o rubini, alle semipreziose: tormaline, acquamarina, giada, ametista, alle pietre dure: turchesi o coralli. Molto d’effetto sono quelli a taglio in cabochon. Oggigiorno è tornato di moda: al posto del disegno di uno stemma si può trovare un cuore con la scritta «Love» incisa. Ci sono quelli ironici ed originalissimi del brand Chiara BCN della talentuosa designer romana Chiara Passa. Si va dai tappi del Don Perignon, allo champagne rosè di Krug, all’ex voto, al ferro di cavallo o addirittura ai cornetti scaramantici “An Good Vibes”, che dato il periodo è meglio indossare!

Chiara BCN
anello chevalier An Good Vibes” Chiara BCN

La Maison Margiela propone invece l’anello chevalier da mignolo in argento con logo numerico su sfondo nero. L’esterno presenta una finitura opacizzata mentre l’interno è ultra-lucido. Insomma che sia in argento, oro o metallo, piccolo e discreto, grande e di fantasia, ce n’è per tutti i gusti. Chi indossa un anello chevalier dimostra subito di avere una grande personalità e un’ infinita classe. Natale si avvicina, un’ottima idea regalo quindi da fare a voi stessi o ai vostri cari.

chevalier
anello chevalier Maison Margiela ph. credits: Maison Margiela

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Elena Parmegiani

Moda & Style

Giornalista di moda e costume, organizzatrice di eventi e presentatrice. Consegue la Laurea Magistrale in Comunicazione Istituzionale e d’Impresa all’Università “La Sapienza” di Roma. Muove i primi passi lavorativi con gli eventi per il Ferrari Club Italia, associazione di possessori di vetture Ferrari. Da oltre quindici anni è il Direttore Eventi della Coffee House del prestigioso museo Palazzo Colonna a Roma; a cui di recente si è aggiunto quello di Direttore Eventi della Galleria del Cardinale Colonna. Ha organizzato e condotto molte sfilate di moda per i più importanti stilisti italiani. Come consulente è specializzata nella realizzazione sia di eventi aziendali, sia privati. Scrive di moda, bon ton (con una sua rubrica), arte e spettacolo. Esperta conoscitrice dei grandi nomi della moda italiana, delle nuove tendenze del Fashion e del Made in Italy. Cura anche la rubrica di Velvet dedicata al Wedding.

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