Napoli: dal caffè sospeso al tampone sospeso. Al Rione Sanità, storico cuore della metropoli del Sud, è stata avviata un’iniziativa che strappa un sorriso in tempi così cupi di coronavirus. Ma che, soprattutto, aiuta concretamente i meno abbienti alle prese con la necessità di fronteggiare il nemico invisibile. È nato infatti il “tampone sospeso”. Inutile dire che il parallelo è, appunto, con il celeberrimo caffè sospeso. Una tradizione secolare, in base alla quale ogni cliente di un bar o di un locale può pagare una “tazzulella” in più che il barista offrirà poi all’avventore che non può permettersi neppure quella.
Adesso il “tampone sospeso” aiuterà nell’emergenza Covid. Andare infatti a farsi fare un tampone in un centro di analisi privato costa circa 20 euro. Non è poco. Ecco che chiunque lo desideri può adesso pre-pagare il test del tampone per il Covid a coloro che non sono in grado di sostenerne il costo. L’iniziativa è a cura della Fondazione San Gennaro e dell’associazione Sanità Diritti in Salute e prenderà il via al Rione Sanità, nella chiesa di San Severo, dalla prossima settimana.
Tutto questo s’inquadra in una situazione sempre più difficile per tutta la Campania. Al momento la regione rimane in zona gialla per quanto riguarda la gravità dell’area di rischio Covid e relative misure restrittive, le più blande. Ma dopo il passaggio, oggi 11 novembre, di altre 5 regioni nella più grave zona arancione (Abruzzo, Basilicata, Liguria, Toscana e Umbria) e della Provincia autonoma di Bolzano in zona rossa, tutto si complica a che per Napoli e per le altre province campane.
Continuano intanto le tensioni tra il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, e il governatore Vincenzo De Luca. Chi spinge perché si intervenga per ulteriori misure restrittive è De Magistris, mentre De Luca chiede che l’intervento sia a livello nazionale e difende il suo operato. L’ultimo scontro è avvenuto a distanza. Il primo cittadino, in diretta a Cartabianca su Rai3, ha annunciato che avrebbe adottato “provvedimenti clamorosi per far capire al governo che la questione è molto seria”. Poco dopo, su Facebook, il presidente della Regione ha protestato: “Continua la campagna di aggressione mediatica contro la Campania. C’è da rimanere esterrefatti di fronte alle parole e alle tesi campate in aria ascoltate da vari interlocutori nella trasmissione del servizio pubblico. Di fronte a queste falsità non resta che la querela per diffamazione”. De Magistris ha quindi rilanciato: “Sono preoccupato per la situazione negli ospedali che è allo stremo. Se la situazione è questa, siccome ci hanno insegnato che per ridurre il contagio bisogna ridurre le relazioni, una zona rossa sarà inevitabile”, ha dichiarato a Un giorno da pecora su Radio 1.
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