“Chiudere le sale da concerto e i teatri è decisione grave. L’impoverimento della mente e dello spirito è pericoloso e nuoce anche alla salute del corpo”. Sono parole dure, senza mezzi termini. Le scrive, in relazione all’emergenza Covid, il direttore d’orchestra Riccardo Muti in una lettera al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. La lettera aperta appare sulle colonne del Corriere della Sera del 26 ottobre. Lo stesso giorno in cui entrano in vigore le nuove norme restrittive del Dpcm presentato a Palazzo Chigi domenica 25 ottobre dal premier. Regole che, come è noto, prevedono lo stop a teatri, cinema e concerti.
Una decisione, questa, che ha gettato nello scoraggiamento chi vive del lavoro di attore, scenografo, costumista, o di ogni altra professione legata al mondo dell’arte e degli spettacoli. Tanto più che dal governo erano arrivate rassicurazioni nei giorni scorsi circa la non volontà di penalizzare ulteriormente il settore. Così, in un momento grave per l’Italia, non solo sotto il profilo sanitario, il Maestro Muti ha preso carta e penna e, come in altre occasioni, ha espresso la sua opinione, esternata sul Corriere della Sera. Un’opinione autorevole, che pesa. E che egli stesso definisce un “appello accorato”.
“Egregio presidente Conte – scrive Muti -. Pur comprendendo la sua difficile responsabilità in questo lungo e tragico periodo per il nostro Paese, con la necessità improrogabile di salvaguardare la salute, bene supremo, dei nostri concittadini, sento il bisogno di rivolgerLe un appello accorato”. Muti stigmatizza come espressione di “ignoranza, incultura e mancanza di sensibilità” il fatto che alcuni rappresentanti di governo avrebbero usato aggettivi come “superflua” in relazione all’attività teatrale e musicale. E osserva che la decisione di chiudere teatri e sale da concerto “non tiene in considerazione i sacrifici, le sofferenze e le responsabilità di fronte alla società civile di migliaia di Artisti e Lavoratori di tutti i vari settori dello spettacolo, che certamente oggi si sentono offesi nella loro dignità professionale e pieni di apprensione per il futuro della loro vita”.
“Le chiedo, sicuro di interpretare il pensiero non solo degli Artisti ma anche di gran parte del pubblico, di ridare vita alle attività teatrali e musicali per quel bisogno di cibo spirituale senza il quale la società si abbrutisce. I teatri sono governati da persone consapevoli delle norme anti Covid e le misure di sicurezza indicate e raccomandate sono state sempre rispettate. Spero che lei possa accogliere questo appello, mentre, fiducioso, la saluto con viva cordialità”, conclude il Maestro napoletano.
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