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Elezioni Usa, la sfida delle mogli: super tailleur per Melania e abito riciclato per Jill Biden

Non solo Donald Trump e Joe Biden. Protagoniste del primo dibattito presidenziale americano, in vista delle elezioni di novembre, sono state anche Melania Trump e l’aspirante first lady Jill Biden.

Le due mogli degli sfidanti hanno ingaggiato una battaglia a distanza giocata sul look. E hanno stupito il pubblico per l’opposta scelta di stile. L’argomento è tutt’altro che banale. In queste occasioni lo staff dei candidati studia nei minimi dettagli il modo di apparire sia degli sfidanti che, in questo caso, delle loro consorti.

Gli elettori non fanno sconti. Possono essere “agganciati” in parte anche grazie a che cosa il look o l’eleganza comunicano oltre l’apparenza. La first Melania Trump – 50 anni – ha scelto per l’occasione del dibattito fra il marito presidente e Joe Biden un tailleur pantalone nero gessato firmato Dolce&Gabbana da oltre 2800 euro, come riporta D.repubblica.it. Ha quindi completato il suo look con una camicia bianca e un paio di scarpe col tacco a spillo di Christian Louboutin da 594 euro.

A dir poco volutamente opposta l’eleganza di Jill Biden, 69 anni, moglie del candidato democratico Joe. L’aspirante first lady ha indossato un abito di seta color verde bottiglia con frange in tinta sul lato sinistro. A caratterizzare il look un dettaglio molto importanti.  I sandali con tacco Valentino Rockstud da 760 euro.

Questo look era già stato scelto tre anni fa da Jill Biden, in occasione del quinto Save the Children Illumination gala. Non solo, più di recente, la moglie del candidato democratico lo aveva indossato lo scorso febbraio a un evento per la campagna elettorale. L’abitudine di riciclare gli abiti nelle apparizioni pubbliche, sottolinea D.repubblica.it, sta diventando sempre più frequente sia tra i politici che tra le star del cinema. L’obiettivo è chiaro: mostrare che un personaggio per quanto importante non vuole apparire membro di un’élite separata dalle persone comuni.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore.

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