Al via, fra mille cautele dovute alla pandemia di Covid-19, il nuovo anno scolastico 2020/2021. Le scuole italiane riaprono dopo il lunghissimo periodo di chiusura per effetto del lockdown da coronavirus. Dal mese di marzo 2020, sei mesi fa, allievi, docenti e personale scolastico sono rimasti a casa, svolgendo attività online.
Adesso, da martedì 1 settembre, si riparte. Gli insegnanti tornano a scuola per le prime riunioni e la pianificazione delle attività didattiche. In attesa del rientro in classe degli studenti, scaglionato come sempre regione per regione, ma comunque attorno alla data ufficiale del 14 settembre. Ma le scuola riaprono oggi 1 settembre anche per il recupero degli apprendimenti. In alcuni casi il recupero si farà in presenza, in altri, per il secondo grado, a distanza. A seconda dell’autonoma scelta delle singole scuole.
“Quello che stiamo per vivere è un inizio davvero particolare – ha scritto la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina in una lettera aperta al personale scolastico -. Tutti voi, docenti, dirigenti, personale Ata, siete ben consapevoli del fatto che stiamo per scrivere, insieme, un capitolo nuovo e determinante nella storia della nostra scuola”. “Siate innanzitutto fieri del lavoro fin qui svolto. Veniamo da mesi difficili in cui, come comunità scolastica, abbiamo dovuto reagire ad una pandemia che ha colto il mondo di sorpresa, travolgendolo (…)”.
In una nota il Comitato tecnico scientifico (Cts) che affianca il governo ha indicato le regole da seguire per prevenire la diffusione del coronavirus a scuola. Niente mascherina se viene rispettata la distanza di un metro. Nella scuola primaria, “per favorire l’apprendimento e lo sviluppo relazionale, la mascherina può essere rimossa in condizione di staticità con il rispetto della distanza di almeno un metro e l’assenza di situazioni che prevedano la possibilità di aerosolizzazione (ad esempio il canto). “Nella scuola secondaria, anche considerando una trasmissibilità analoga a quella degli adulti, la mascherina può essere rimossa in condizione di staticità con il rispetto della distanza di almeno un metro, l’assenza di situazioni che prevedano la possibilità di aerosolizzazione (es. canto) e in situazione epidemiologica di bassa circolazione virale come definita dalla autorità sanitaria”.
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