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“L’uomo può vivere su Marte e sulla Luna”, lo svelano scienziati italiani

È possibile creare colonie umane su Marte e anche sulla Luna? Sì, secondo alcuni ricercatori delle Università di Bologna e Padova citati online dall’agenzia di stampa Agi.

Grazie a un eventuale futuro sfruttamento delle grandi caverne di lava gli uomini potrebbero sopravvivere. Tali caverne sono presenti in alcune aree del Pianeta Rosso e anche della Luna. Sono molto ampie e potrebbero ospitare impianti necessari a supportare la sopravvivenza umana al riparo dalle radiazioni cosmiche.

La rivista internazionale Earth-Science Reviews ha pubblicato un documento che offre una panoramica dei tubi di lava (pirrodotti) sulla Terra. E ha fornito una stima delle dimensioni (maggiori) delle loro controparti lunari e marziane.

“Possiamo trovare – spiega Francesco Sauro, speleologo e professore al dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali dell’Università di Bologna – tubi di lava sul pianeta Terra”. “Ma anche sul sottosuolo della Luna e di Marte secondo le immagini ad alta risoluzione dei lucernari dei tubi di lava scattate da sonde interplanetarie.”

I ricercatori hanno scoperto che i tubi marziani e lunari sono rispettivamente 100 e 1.000 volte più larghi di quelli sulla Terra, che in genere hanno un diametro compreso tra 10 e 30 metri. La gravità inferiore e il suo effetto sul vulcanismo spiegano queste dimensioni eccezionali (con volumi totali superiori a 1 miliardo di metri cubi sulla Luna).

Tubi larghi quanto questi possono essere più lunghi di 40 chilometr – spiegano i ricercatori -, rendono la Luna un obiettivo straordinario per l’esplorazione del sottosuolo e il potenziale insediamento negli ampi ambienti protetti e stabili dei tubi di lava. Questi ultimi sono così grandi che possono contenere l’intero centro storico di una città come Padova.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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