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Roma, Pallotta cede il club a Dan Friedkin

La Roma cambia proprietà – anche se resta in mani americane – e passa da James Pallotta a Dan Friedkin (nella foto). A rendere ufficiale il tutto è la stessa società giallorossa attraverso un comunicato diffuso sul suo sito internet. Il passaggio di proprietà è avvenuto nel corso della notte fra ieri 5 e oggi 6 agosto, nel giorno del match dei giallorossi in Europa League contro il Siviglia.

Un affare da 600 milioni

Termina dunque l’era Pallotta, durata 9 anni. Per Dan Friedkin un affare da 591 milioni debito compreso. Un nuovo inizio, così sperano i tifosi, per il club giallorosso. Qual è la differenza fra i due gruppi industriali statunitensi? In tanti se lo chiedono. Su Repubblica Matteo Pinci spiega che il gruppo Pallotta voleva il nuovo stadio come fine ultimo del suo possedere il club giallorosso, mentre il gruppo Friedkin cerca di estendere al calcio che conta il suo impero, fatto di auto, aerei, hotel, safari, cinema.

Le parole del nuovo patron

“Noi tutti al Friedkin Group siamo felici di aver fatto i passi necessari a diventare parte di questa città e club iconici – le prime parole del nuovo patron giallorosso -. Non vediamo l’ora di chiudere l’acquisto il prima possibile e di immergerci nella famiglia dell’AS Roma”.

Il messaggio di Pallotta

“Sono certo che i Friedkin saranno dei grandi futuri proprietari per l’As Roma” ha detto Pallotta. “Sono lieto di confermare che abbiamo raggiunto un accordo con il Gruppo Friedkin per la vendita dell’As Roma. Questa notte abbiamo firmato i documenti e nei prossimi giorni lavoreremo assieme per completare il percorso formale e legale che porterà al passaggio di mano del club. Negli ultimi mesi, Dan e Ryan Friedkin hanno dimostrato totale dedizione nel voler finalizzare questo accordo e nel guidare il club positivamente”.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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