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“Car surfing” sulle auto in corsa: a Roma la pericolosissima “moda” dall’America

In piedi oppure a pancia in giù sui tettucci delle auto in movimento. Per poi aggrapparsi con le mani ai finestrini e resistere. Mentre una vettura, magari un Suv, guidata da un ignaro conducente si mette in moto, parte e procede in velocità.

Si chiama “car surfing”, si fa di notte, dopo discoteca e bagordi, per le strade deserte di Roma. O di altre città. Questa folle moda arriva dagli Stati Uniti dove sono non pochi i ragazzi che in questo modo hanno perso la vita.

In un video caricato su Instagram si vede una scena del genere per la strade della Capitale. In questo caso il ragazzo cerca di stare in piedi. L’incredulità di chi sta facendo il video, cioè un altro automobilista di passaggio, è esattamente quella di chi guarda. Ma di filmati di questo genere ce ne sono molti anche su Youtube. Come se non bastasse, infatti, c’è in ballo una sfida: la #carsurfingchallenge. Una sfida apparentemente di coraggio, in realtà è una pura follia che può portare alla morte.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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