Cinema

Christopher Nolan costretto a cambiare il logo di “Tenet” per una bici

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Tenet, il nuovo film di Christopher Nolan, deve ancora uscire ed è già sulla bocca di tutti. Merito sicuramente dei due trailer che sono usciti, che hanno avuto la capacità e il merito di lasciare i fan con il fiato sospeso e incuriosirli oltre misura. Anche se ci sarà parecchio da attendere: se negli Stati Uniti è stata per ora confermata la data di uscita del 17 luglio 2020, in Italia ancora non si sa quando il lavoro cinematografico arriverà nelle sale. E mentre la curiosità e il fremito di saperne di più crescono esponenzialmente con il passare dei giorni, c’è un dettaglio che ai fan non è passato inosservato.

Il logo di Tenet

Tra il primo e il secondo trailer di Tenet, il nuovo e attesissimo film di Christopher Nolan, c’è infatti una grande differenza. E non si tratta solo nella maggiore quantità di dettagli presenti nella seconda clip uscita. C’è, infatti, una modifica importante che è stata apportata: un cambio di logo. Il tutto per “colpa” di una azienda di biciclette. Il regista Nolan ha infatti scoperto, assieme alla Warner Bros, che il font e la grafica che erano stati scelti per il titolo erano veramente molto simili a quello di una compagnia che produce componenti per biciclette, che aveva tra le altre cose lo stesso nome.

Era stato direttamente il proprietario dell’azienda, Tyler Deschaine, a segnalarlo. «Forse è stata una coincidenza, o forse Nolan ha tratto ispirazione dal nostro marchio. In ogni caso l’apparente negligenza è a dir poco frustrante. Grazie a tutti coloro che ha comunicato il loro sostegno a Tenet (la marca di bici)», aveva scritto in un post pubblicato su Instagram.

La risposta di Christopher Nolan

La risposta di Christopher Nolan è arrivata prontamente e ha portato con sé la modifica del logo del film Tenet. «Warner mi ha appena mostrato il logo della tua compagnia, perciò volevo contattarti direttamente per rassicurarti del fatto che il nostro logo è stato concepito senza aver visto il tuo. Lo so perché l’ho disegnato io stesso, nell’arco degli ultimi sei anni, spinto dalla fascinazione per le simmetrie del mondo su cui sono incentrati la mia storia e i suoi temi. Pensavo di aver fatto qualcosa di unico, ma chiaramente siamo stati mossi dallo stesso impulso creativo», ha risposto il regista direttamente a Tyler Deschaine.

Francesca Ferrandi

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