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Valzer di nomine nei giornali: cambiano i direttori di Repubblica, Stampa e Huffington Post

Sciopero oggi 24 aprile al quotidiano La Repubblica. Il giornale non è in edicola, mentre l’online sciopera già dalla mezzanotte. La decisione dei giornalisti è maturata non appena appreso dell’improvvisa rimozione del direttore Carlo Verdelli da parte della proprietà.

Da Molinari a Feltri

Il 23 aprile è stata una giornata di nomine. Maurizio Molinari passa dalla direzione della Stampa a a quella appunto di Repubblica al posto di Carlo Verdelli. Alla testa del quotidiano torinese arriva Massimo Giannini, finora firma di Repubblica e direttore di Radio Capital. All’Huffington Post (Huffingtonpost.it), in sostituzione di Lucia Annunziata già allontanatasi da qualche settimana, arriva Mattia Feltri dalla Stampa (ma continuerà a firmare la rubrica “Buongiorno” sulla Stampa). Linus (nome d’arte di Pasquale di Molfetta) sarà il direttore editoriale del polo radiofonico con Radio Capital, Radio DeeJay, e m2o.

Il comunicato del Cdr di Repubblica

Lo sciopero di Repubblica è stato deciso dall’assemblea dei giornalisti della testata che ha votato la proposta del Cdr. “Cari lettori, Repubblica non sarà in edicola venerdì 24 aprile – spiega il Comitato di redazione in una nota – (…). L’iniziativa dei giornalisti di Repubblica non vuol essere un atto ostile nei confronti del nuovo direttore Maurizio Molinari (…). Ciò nonostante, la Redazione non può non rilevare come la scelta dell’editore cada in un momento mai visto prima per il Paese e per tutto il pianeta, aggrediti da una pandemia che sta seminando dolore e morte e sta chiamando tutti noi a uno sforzo straordinario. E proprio nel giorno indicato come data della morte del direttore Verdelli dagli anonimi che ormai da mesi lo minacciano, tanto da spingere il Viminale ad assegnargli una scorta. Una tempistica quanto meno imbarazzante.

Cambio di proprietà, arriva Elkann

Cosa è successo? Il gruppo editoriale Gedi (Repubblica-L’Espresso) è passato formalmente passa sotto il controllo di Exor (Fiat) ed è quindi scattato il cambio dei direttori di tutte le testate giornalistiche. “Le decisioni che abbiamo preso definiscono le basi di una organizzazione chiara e coesa. Premessa indispensabile per raggiungere i traguardi ambiziosi che ci siamo dati”, sottolinea John Elkann assumendo il ruolo di presidente. Alla guida esecutiva c’è Maurizio Scanavino. Sarà amministratore delegato e direttore generale.

“Solidarietà a Verdelli..”

Ci aspetta un percorso impegnativo e straordinario“, dice Elkann: “Con coraggio e con senso di responsabilità abbiamo scelto di abbracciare l’innovazione e la trasformazione digitale per scrivere insieme il futuro del giornalismo e dell’intrattenimento di qualità”. Il cda ha “espresso gratitudine per il lavoro svolto nel corso dell’ultimo anno” da Carlo Verdelli, direttore di Repubblica da febbraio 2019, e “piena solidarietà per le intimidazioni che sono state rivolte contro la sua persona”.

John Elkann, 44 anni, nipote di Gianni Agnelli, presidente holding Exor, FCA, Ferrari, Gruppo GEDI

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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