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Coronavirus: “Truffa sulla fornitura di mascherine”, arrestato un imprenditore

Malaffare anche sulle forniture delle mascherine chirurgiche per la lotta al coronavirus. Al termine di un’indagine lampo la Guardia di Finanza ha arrestato a Roma un imprenditore, A.I., 41 anni. La notizia è stata resa nota oggi, giovedì 9 aprile.

L’uomo è accusato di turbativa d’asta e inadempimento di contratti di pubbliche forniture. Il lotto su cui le fiamme gialle hanno accertato la turbativa è relativo alla fornitura di 24 milioni di mascherine chirurgiche. Per un importo complessivo di 15,8 milioni di euro.

La turbativa riguarda la prima gara in assoluto bandita da Consip – la società del ministero dell’Economia che gestisce gli acquisti per la pubblica amministrazione – per l’acquisto e la fornitura di dispositivi di protezione individuale contro il coronavirus. La gara d’appalto per apparecchiature sanitarie ammonta complessivamente a 258 milioni di euro.

Le attività investigative, condotte dal Gico del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Roma, hanno tratto origine da una denuncia effettuata da Consip alla Procura della Repubblica di Roma. Con riferimento a una serie di anomalie riscontrate nell’ambito della procedura di una gara.

Una indagine tempestiva, rapida ed efficace”, scrive il gip di Roma nell’ordinanza cautelare. E bolla la vicenda come “una puntata d’azzardo giocata sulla salute pubblica e su quella individuale di chi attendeva, e attende, le mascherine”.

 

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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