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Indistruttibile Nintendo, mito dei videogames: 130 anni ben portati

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Quando fu fondata a Kyoto, in Giappone, da Fusajiro Yamauchi con il nome di Nintendo Koppai produceva carte da gioco. Oggi la Nintendo, mito dei videogames per i ragazzi di tutto il mondo festeggia alla grande i suoi primi 130 anni. Il 23 settembre 1889 avviò l’attività.

Oltre alle carte, nei primi anni l’azienda si occupava di giocattoli, taxi e persino i “love hotel“, ossia gli alberghi tutt’oggi molto diffusi in Estremo Oriente dove si sosta per alcune ore oppure per tutta la notte e in cui si svolgono incontri erotici o amorosi.

Nel corso di oltre un secolo tutto però è cambiato per Nintendo. Dagli anni Settanta è cominciata la scalata al successo nel vasto pianeta dei videogames. Uno slancio particolare l’azienda giapponese lo ottenne con la fabbricazione di light gun per il Magnavox Odyssey, la prima console per videogiochi da usare a casa, distribuita a partire dal 1972.

Proprio alla Magnavox seguì la prima piattaforma della casa di Kyoto: il Color TV-Game 6 del 1977. Si trattò di una console realizzata in collaborazione con Mitsubishi. Conteneva sei diverse versioni di Pong, uno dei primissimi videogames mai esistiti, nato nel 1972 dalla Atari.

Nintendo fra i produttori di videogames più longevi del mondo oggi. Superando la Taito, che esiste dal 1953, e la Sega, nata ancora più tardi, nel 1960. Le console più vendute sono state il Nintendo DS (154,2 milioni di unità), Game Boy e Game Boy Color (118,7 milioni di unità), e naturalmente Wii (101,6 milioni di unità). Nintendo Switch ha venduto ad oggi 36,9 milioni di pezzi.

Per quanto riguarda i giochi, il più venduto in assoluto è stato Wii Sports con i suoi 82,87 milioni di copie. La maggior parte di essi è stata distribuita in bundle con Wii. Il titolo con la più alta valutazione di Metacritic è stato The Legend of Zelda: Ocarina of Time.

Photo credits: Twitter

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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