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Africa, fine di un’epoca: morto Mugabe il “re” dello Zimbabwe

Con un tweet il presidente Emmerson Mnangagwa, ha annunciato oggi 6 settembre la morte di Robert Mugabe, “padre fondatore dello Zimbabwe”.

Mugabe, che in tutto il mondo si era fatto la fama sinistra di dittatore incallito dello Stato dell’Africa australe, è morto a 95 anni. Era stato costretto a dare le dimissioni nel 2017. Dopo avere tentato di reprimere le proteste di chi chiedeva che, dopo 37 anni di potere ininterrotto, lasciasse il potere ad altri. Le sue promesse iniziali furono progressivamente disattese a causa dell’instabilità economica, di presunti brogli elettorali e di continue violazioni dei diritti umani.

Secondo quanto confermato alla Bbc dalla famiglia, la morte del padre-padrone dello Zimbabwe sarebbe stata causata da una malattia di cui non è stata rivelata la natura. Una patologia che aveva costretto l’ex presidente a essere ricoverato in un ospedale di Singapore dall’aprile scorso.

Mugabe salì al potere alla fine del governo di minoranza bianca nel 1980. Egli attribuiva i problemi economici del Paese alle sanzioni internazionali e non nascondeva il suo desiderio di governare per tutta la vita. Aveva vinto le prime elezioni dopo l’indipendenza dalla Gran Bretagna diventando premier. Una carica che mantenne fino al 1987, anno in cui fu eletto presidente e abolì il ruolo di primo ministro.

Tuttavia, il crescente malcontento legato alla mancanza di una leadership unita e ad altri problemi è sfociato nell’intervento militare. E nel procedimento di impeachment da parte del Parlamento. Sono esplose anche proteste di strada che hanno portato alle dimissioni di Mugabe il 21 novembre del 2017.

Il presidente attuale, suo successore, lo ha definito “un’icona della liberazione, un pan-africanista che aveva dedicato la sua vita all’emancipazione del suo popolo”. “Il suo contributo alla storia della nostra nazione e del nostro continente – ha detto – non sarà mai dimenticato”.

Photo credits: Twitter

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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