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Invasione di rospi in Lombardia: panico e allerta. Ecco il motivo scioccante della loro presenza

Un’estate da ricordare per innumerevoli invasioni. Tra cimici, zanzare tigri e persino lupi, l’ultima allerta arriva dalla Lombardia. In particolare nel Cremonese, pare si sia diffuso il panico per un’invasione di rospi. Il motivo della loro presenza è scioccante. Questi animali, stanno popolando con sempre più frequenza, non solo le rive dei laghi e i giardini, ma anche le strade del centro. In questo modo i cittadini sembrano allarmati dalla strana e prorompente presenza. Ma tuttavia dietro agli avvistamenti degli anfibi, si nasconde qualcosa di molto più importante.

I rospi avvistati nei comuni di Persichello e Persico, in provincia di Cremona, hanno dapprima generato un crescente stato di panico e allerta fra gli abitanti. Tuttavia l’intervento degli esperti ha fatto sì che l’allarme rientrasse. Gli scienziati, hanno infatti dimostrato quale fenomeno importante si nasconde dietro questo ‘misterioso avvistamento’.

I rospi nel cremonese: cosa ‘annunciano’?

Nella zona di Persico Dosimo, soprattutto nelle frazioni Persichello e Persico ormai è diventata una abitudine incrociare flotte di rospi. Non solo nei parchi e lungo le rive dei fossi, ma anche per le strade e nei giardini delle tante villette, soprattutto dopo il tramonto. Il numero degli avvistamenti di questi anfibi, è cresciuto in modo esponenziale in questa estate 2019, ma questo fenomeno non deve spaventare, anzi. La presenza del rospo smeraldino è indice di un ambiente sano e con un basso indice di inquinamento. Questi anfibi, non sono animali pericolosi e appartengono ad una specie protetta, quindi non bisogna catturarli. Fanno tane in buchi sotto terra e inoltre sono un insetticida naturale, perché si cibano proprio di zanzare o altre specie, come le farfalle.

Invasioni pericolose

Questo insetto originario dell’Estremo Oriente è presente in Italia ormai da diversi anni, in Veneto addirittura dal 2015. Stiamo parlando delle cimici asiatiche, risulta distruttiva per la flora locale. Tanto che sono andati distrutti intere piantagioni: frutteti di melo, pero, ciliegio, albicocco, pesco e kiwi. Senza risparmiare nemmeno i seminativi, soprattutto mais e soia.

Calamità naturale

L’Assessore Veneto, intervenuto ad un incontro con la Coldiretti, avrebbe dichiarato: “La situazione che mi è stata descritta dagli agricoltori è a dir poco drammatica. Con una stima dei danni di quasi 100 milioni di euro. Rispetto agli anni precedenti, il fenomeno nel 2019 ha visto un aumento della gravità, con perdite sempre più importanti, fino al 100% del raccolto. Per questo motivo è necessario che il Ministero prenda consapevolezza della necessità urgente di un tavolo per fare il punto della situazione sulla sperimentazione dell’insetto antagonista. La cosiddetta vespa samurai,finora impiegata solo in prove in laboratorio. Parallelamente, chiediamo che a livello nazionale si mettano a disposizione dei fondi per indennizzare gli agricoltori, così come è stato fatto con gli olivicoltori per la Xylella”.

Francesca Perrone

  • Cultura, Ambiente & Pets

    Messinese trasferita a Roma per gli studi prima in Scienze della Comunicazione Sociale presso l'Università Pontificia Salesiana, con una tesi su "Coco Chanel e la rivoluzione negli abiti femminili", poi per la specializzazione in Media, Comunicazione Digitale e Giornalismo alla Sapienza. Collabora con l'Agenzia ErregiMedia, curando rassegne stampa nel settore dei rally e dell'automobilismo. La sue passioni più grandi sono la scrittura, la moda e la cultura.
    Responsabile dei blog di VelvetMAG: VelvetPets (www.velvetpets.it) sulle curiosità del mondo animale e di BIOPIANETA (www.biopianeta.it) sui temi della tutela dell'ambiente e della sostenibilità.

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