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Addio ad Andrea Camilleri, l’Italia piange un grande genio

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Il grande scrittore Andrea Camilleri è morto stamani 17 luglio all’ospedale Santo Spirito di Roma dove era da tempo ricoverato. “Le condizioni sempre critiche di questi giorni si sono aggravate nelle ultime ore compromettendo le funzioni vitali – si legge nel bollettino dell’ospedale -. Per volontà del maestro e della famiglia le esequie saranno riservate. Verrà reso noto dove portare un ultimo omaggio”.

Andrea Camilleri, scrittore, sceneggiatore, regista, drammaturgo e docente ha scavalcato le barriere dei confini nazionali. Nato a Porto Empedocle il 6 settembre 1925, non si contano i riconoscimenti in giro per l’Italia. La passione per la letteratura nasce tra il 1946 e il 1947, quando Andrea Camilleri inizia a frequentare assiduamente la biblioteca comunale di Enna.

Già nel 1942, però, aveva iniziato a lavorare dapprima come regista teatrale e poi come sceneggiatore. Nel 1949 viene ammesso all’Accademia di Arte drammatica Silvio d’Amico di Roma come unico allievo di regista. Da allora ha eseguito la regia di più di 100 opere, soprattutto di drammi di Pirandello. Entra in Rai nel 1957, mentre vent’anni dopo gli verrà affidata la cattedra di regia alla Silvio d’Amico che manterrà per vent’anni ancora.

Il debutto nella narrativa avviene nel 1978 con “Il corso delle cose.” Ma il nome di Andrea Camilleri è indissolubilmente legato alla figura del commissario Montalbano, personaggio che appare per la prima volta nel 1994 quando pubblica “La forma dell’acqua” e portato alla ribalta dalla serie televisiva in onda in Rai fin dal 1999 con protagonista Luca Zingaretti e grande successo di pubblico. Andrea Camilleri era sposato con Rosetta Dello Siesto dal 1957. Lascia tre figlie e quattro nipoti.

Photo credits: Twitter

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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